La nave di Greenpeace occupa un sito di trivellazione nel mare di Barents

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    Greenpeace

    Secondo il ministero l’area in questione non è di particolare valore ambientale (nonostante ospiti una riserva naturale) e non è particolarmente vulnerabile

    Terminata l’occupazione della piattaforma petrolifera della Statoil «Transocean Spitsbergen» da parte degli attivisti, è entrata in campo la nave di Greenpeace «Esperanza» che sta occupando da 85 ore il sito dove dovrebbe posizionarsi la piattaforma.

    Un’occupazione legale, visto che il governo norvegese ha istituito una zona di esclusione dalla navigazione senza darne comunicazione nei tempi dovuti.

    Il ministro norvegese per l’Ambiente Tine Sundtoft ha rigettato intanto l’appello rivoltogli da Greenpeace con una petizione firmata da oltre 125mila persone in circa tre giorni, in cui gli si chiedeva di intervenire per la protezione dell’Isola dell’Orso proibendo la trivellazione petrolifera nell’area.

    Secondo il ministero l’area in questione non è di particolare valore ambientale (nonostante ospiti una riserva naturale) e non è particolarmente vulnerabile.

    Eppure, secondo una recente ricerca dell’Istituto Polare, il limite dei ghiacci potrebbe arrivare ad appena 25 chilometri dal sito di trivellazione proposto dalla Statoil. Un eventuale sversamento petrolifero raggiungerebbe l’Isola dell’Orso in meno di una settimana.