In Francia pagano per… pedalare

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    Lo scopo è di aumentare la quota di lavoratori che usa la bici, ora ferma al 2,4% con una distanza media percorsa di 3,5 chilometri. Secondo uno studio preparatorio, il piano costerebbe 109 milioni di euro l’anno, che sarebbero largamente compensati dai benefici in termini di minori spese sanitarie, inquinamento e incidenti

    In Francia per convincere i lavoratori ad andare in bicicletta in ufficio o in fabbrica il governo francese vuole incentivare l’uso della due ruote con un’indennità di 25 centesimi a chilometro percorso. L’iniziativa, sottolinea il ministro dei trasporti, è a livello sperimentale per sei mesi. Il progetto ha visto l’adesione volontaria di una ventina di aziende francesi su tutto il territorio nazionale e interesserà circa diecimila persone. In caso di successo, ha anticipato il ministro, ci sarà una seconda fase più ampia.
    Lo scopo è di aumentare la quota di lavoratori che usa la bici, ora ferma al 2,4% con una distanza media percorsa di 3,5 chilometri. Secondo uno studio preparatorio, il piano costerebbe 109 milioni di euro l’anno, che sarebbero largamente compensati dai benefici in termini di minori spese sanitarie, inquinamento e incidenti.
    Diversi paesi, soprattutto nel nord Europa, sottolinea Giovanni D’Agata, presidente dello «Sportello dei Diritti» hanno incentivi all’uso della bici che hanno portato ad esempio la percentuale dei lavoratori che la adotta in Olanda al 25%, mentre nelle Fiandre sono il 12% e in Germania il 9%. Uno studio del governo francese in preparazione del progetto ha mostrato che l’incentivo di 25 centesimi a chilometro dovrebbe essere sufficiente a raddoppiare la quota di lavoratori che usa questo mezzo, con dei costi di 109 milioni di euro l’anno largamente compensati dai benefici in termini di minori spese sanitarie, inquinamento e incidenti, stimati intorno a 570 milioni di euro.