La lotta finale

125

Ci sono organizzazioni che non vogliono abbandonare la combustione. Chi vende benzina, petrolio, carbone, gasolio, gas vuole continuare a venderli, e cerca di frenare questo passaggio. Lo fa comprando i politici, gli scienziati, i tecnici. Il vero nemico sono loro. Ma devono diventare alleati. La loro potenza economica è l’unica che può garantire un qualche successo nella ricerca di fonti energetiche che non distruggano l’ambiente. E chi domina l’energia oggi potrà evolvere in qualcosa che, invece di competere con la natura, ne diventi il più strenuo alleato, tirandosi dietro tutto il resto della nostra specie, guidandola in una transizione epocale.

Questi «imperativi» con cui ho disegnato l’evoluzione del nostro rapporto con l’energia ovviamente non significano che ciò che «impongono» avverrà veramente. Ma se non riusciremo, in un modo o nell’altro, a uscire da questa situazione innaturale, la selezione naturale ci spazzerà via, perché non siamo più compatibili con i sistemi naturali che ci sostengono. Il nostro «peso» li porterà a cambiare, e non si adatterà a modificarsi secondo il nostro volere. Al contrario, si modificheranno per liberarsi di noi, e continuare poi la propria storia naturale.
In queste condizioni non dovrebbe aver più senso parlare di una classe contro l’altra. Oggi la specie si deve compattare e deve pensare al proprio futuro. Perché sino ad ora si è comportata poco saggiamente, e gli stupidi sono presto spazzati via dalla selezione naturale.
Dobbiamo uscire dall’età del fuoco, della combustione, perché stiamo bruciando le premesse del nostro vivere. La soluzione di questi problemi si chiama scienza, ma perché queste soluzioni possano essere cercate ci vuole una nuova visione del mondo, una nuova «filosofia». La dualità delle culture è un artificio. La cultura è una soltanto e deve abbracciare la complessità del mondo. Non esistono visioni privilegiate che possano dichiararsi autosufficienti. La prima lotta è con noi stessi, con i concetti obsoleti che permeano la nostra cultura. Una volta capito questo potremo cominciare una lunga marcia verso l’armonia con la Natura. Si tratterebbe di una rivoluzione culturale di proporzioni mondiali. Resta il problema di capirlo.