Alle radici dell’isteria

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Il convegno ha confrontato vecchie tesi e nuovi studi. Dalla creatività ai conflitti con l’ego. Massimo Lai: L’Isteria è sempre stata un momento psicopatologico che mai ha reso all’osservatore il vero proposito neuro-psichico, quindi naturale, che la determinava. La Neuropsichiatria ha nel tempo sempre più perso l’opportunità di capire tale malattia, dal momento che oggigiorno la si ritrova scomposta sotto molteplici aspetti nosografici

 

 

Dal Porto Romano di Alghero dove la vicenda scientifica contemporanea ha visto giocare una delle sue partite più calde di questa estate (Bufera sul convegno con Dore: rinuncia il professor Sechi) , si tirano le somme della giornata scientifica che ha appassionato centinaia di persone nel Teatro Oratorio del Convento di San Francesco.
Un articolo della «Nuova Sardegna», dà un senso ad una vicenda scientifica che malamente nel Mondo accademico qualcuno ha voluto trasferire in altre sedi e che dopo Roma, Kiev e la Rivista Russa «Psicoterapy», è ritornata nella sua terra di origine tra una bufera mediatica e l’altra senza affondare (Convegno con Dore, l’organizzatore: un aiuto per i malati).
In un folto pubblico con esponenti del mondo dell’Industria dell’Università tra i quali il prof. Agnetti Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Sassari che è intervenuto con una sua relazione durante la Tavola Rotonda moderata dal giornalista di Cinque Stelle Marco Sanna, a cui sono intervenuti anche la Poetessa e Narratrice sassarese dottoressa Adele Loriga con un racconto su un caso di precipizio nel labirinto della mente. Alla Tavola rotonda sono intervenuti tra gli altri l’avv. Mario Pavone di passaggio tecnico su Sassari che oltre che un avvocato di professione è anche un esponente delle associazioni italiane del sociale, ha portato un saluto lo Psicologo Raffaele Cavaliere e infine si è imposta da Cagliari la dottoressa Gabriella Mereu autrice di varie opere tra cui uno sulla Terapia Verbale che ha animato le conclusioni del seminario.
Seminario iniziato con i saluti del Patriarca Assiro-Caldeo per l’Europa, Adeodato Leopoldo Mancini di cui Valenzi ha letto il Messaggio di Saluto.
Il convegno inizia con il report del dottor Massimo Lai di Olbia che fa la storia dell’Isteria dagli Egizi ad oggi, seguito a ruota dall’intervento della Neuropsichiatra della Sapienza di Roma prof. Emilia Costa che ha sviluppato la storia della psicosomatica e della Psiconeuroimmunoendocrinologia. La sua tesi è che la medicina è sostanzialmente psicosomatica.
Tesi che è riecheggiata fortemente nell’intervento della Neurologa sassarese Marinella D’Onofrio che ha presentato una serie di casi clinici trattati con la Psiconeuranalisi (Pna) con risultati a diversi anni molto incoraggianti, che richiedono altri studi e per i quali ha proposto una multicentrica internazionale che vede sempre di più adesioni dalla Russia, dall’Ucraina dalla Svizzera e da oggi anche da altri centri internazionali che potrebbero essere coinvolti.
Del modello eziopatogenetico sottostante alle demenze ha discusso il Neurologo di Ittiri Giuseppe Dore che ha illustrato le sue teorie in merito, teorie molto discusse e considerate con disprezzo da alcuni, quanto meno poco solide o per niente scientifiche poco memori del fatto che ad esempio l’aspirina, benché sia la star dei farmaci da oltre 150 anni quando il calabrese di Scilla Raffaele Piria la scoprì, da quando io sono laureato ha visto cambiare diverse volte la teoria sui suoi meccanismi di funzionamento e pare che siano in arrivo altre teorie, ma resta in ogni caso uno dei farmaci più importanti con magari nuove indicazioni come l’aspirinetta per il cuore.
Così nel mentre seguiamo gli sviluppi teorici del Dore, credo che si debba essere più interessati ai risultati pratici per i malati della Pna che è una forma mista tra una psicoterapia e una tecnica avanzata di logoterapia, che utilizza i progressi della Neurologia tra cui le moderne tecniche di diagnostica clinica e radiologica tra cui la Pet e la Spect che danno risultati che hanno colpito quanti hanno avuto modo di osservare le immagini anche nel caso riportato dal Dore nel suo intervento con relativi correlati clinici.
Ha chiuso i lavori di fatto il professore di Medicina Legale di Siena Cosimo Lorè che sul seminario di Alghero ha scritto poche righe su cui credo sia utile riflettere:
«Le università si giocano la propria credibilità e si piazzano in ambite classifiche nella competizione fra gruppi di ricerca impegnati sulla frontiera della conoscenza tra sfide nobili e concorsi truccati.
«In una periferia isolana assolata una affollata qualificata riunione di eccellenze neurologiche sarde ha dato vita ad un insolito incontro di presentazione pubblica di una sorprendente strategia di approccio ad una delle più disperate malattie della mente.
«Emozione esaltante l’incontrare maestri della neurologia italiana con i loro migliori allievi attori protagonisti nell’ardita proposizione di rivoluzionari trattamenti privi di effetti nefasti per pazienti psicolabili.
«Inevitabile immaginare la difficoltà che li attende proprio in caso di validazione di una pratica medica così intelligente e intraprendente in un mercato dei farmaci ormai protervamente proteso al profitto più che al perseguimento della panacea di ogni male».
Il Seminario, in un clima caliente ad oltranza con qualche colpo di scena è andato avanti fino alle 14,30 e si è concluso con un festa in un locale vicino l’aeroporto. L’allegria che ha caratterizzato la prima fase della vita medica e scientifica sassarese della Pna è tornata e ci ha contagiato tutti, consci che querelle a parte il programma scientifico sotto la direzione del prof. Agnetti riprende la marcia arrestabile sì, ma neanche troppo.

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