No alle trivelle a Pantelleria

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Veretillum cynamorium, un corallo molle che si trova nel mare di Sicilia

Una vera società civile moderna e lungimirante non può prosperare nutrendosi solo di egoismi e narcisismi effimeri; deve saper rinunciare all’inutile, allo spreco e al superfluo. Soprattutto riconosce la «missione» superiore di salvaguardare il proprio ambiente per terra e per mare: un «bene comune» la cui tutela deve coinvolgere trasversalmente tutti, superando qualsiasi incertezza, particolarismo o settorialismo, nel vero e profondo interesse della collettività

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Franco Tassi ha lanciato un Sos per salvare Pantelleria, dove proprio in questi giorni si sta discutendo del futuro dell’isola. Sull’incantevole «Perla Nera del Mediterraneo» incombono infatti minacce di trivellazioni petrolifere, qui ancor più folli considerando il vulcanesimo sottomarino dei fondali e lo straordinario valore ecologico del Canale di Sicilia. Ma non sarebbe stato meglio crearvi piuttosto, come da anni propone il Centro Parchi, uno splendido Parco Blu, meta del moderno ecoturismo internazionale?
Presto i cosiddetti «Paesi sviluppati» si renderanno conto del palese fallimento delle loro politiche declamatorie di «crescita» e «sviluppo», imposte da quei poteri finanziari che stanno distruggendo il patrimonio paesaggistico, naturale e culturale della collettività, gettando sul lastrico gran parte della società civile, e rendendola schiava di regimi e sistemi solo apparentemente benevoli: perché tendono soltanto all’arricchimento e al profitto di pochi, calpestando ogni regola e schiacciando qualsiasi dissenso. Tutto avviene nel nome di una finta democrazia, in cui lo spot virtuale della «luce in fondo al tunnel» cerca di far dimenticare la sofferenza reale quotidiana, la disperazione dei giovani, l’emarginazione degli anziani, la retrocessione e lo sgretolamento della società: mentre l’ignoranza domina ormai incontrastata sulla cultura.
Quando i Paesi un tempo modello di civiltà se ne renderanno conto, allora qualcosa dovrà inevitabilmente cambiare. La gente addormentata si risveglierà dal sonno della ragione, tornerà a difendere i propri valori essenziali come l’ambiente, la terra, la solidarietà e il patto sociale, e capirà che mondi diversi possono convivere in armonia, se ciascuno conserverà la propria identità e rispetterà quella dell’altro. E riscoprendo le leggi dell’ecologia, riconoscerà che il vero obiettivo della società umana non è la crescita infinita, ma un equilibrio dinamico simile a quello della natura viva. La quale vuole sì perpetuare se stessa, ma non a costo di distruggere il proprio ambiente, o di cancellare la propria storia e identità.
Una vera società civile moderna e lungimirante non può prosperare nutrendosi solo di egoismi e narcisismi effimeri; deve saper rinunciare all’inutile, allo spreco e al superfluo; e si impegna seriamente ad aiutare coloro che sono in difficoltà. Ma soprattutto riconosce la «missione» superiore di salvaguardare il proprio ambiente per terra e per mare: un «bene comune» la cui tutela deve coinvolgere trasversalmente tutti, superando qualsiasi incertezza, particolarismo o settorialismo, nel vero e profondo interesse della collettività.
Il Comitato Parchi plaude quindi all’iniziativa del Comune di Pantelleria, e sostiene in modo convinto lo sforzo straordinario di Maria Rita D’Orsogna e degli altri oppositori alla frenesìa delle trivellazioni in Paesi come l’Italia, e più in generale nel Mediterraneo. Luoghi unici, che meritano ben altra considerazione, rappresentando un eccezionale patrimonio da difendere, anziché dilapidarlo incoscientemente per il profitto immediato di pochi, e a danno di tutti. Come per altre «Piccole Isole Mediterranee», il vero futuro di Pantelleria risiede in un moderno Parco Blu aperto e dinamico, che ne difenda paesaggio, natura e cultura, per trasformarla in una delle mete più agognate dell’ecoturismo internazionale.