Digressione sulle «tre E» europee

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Seguendo alcune linee di sviluppo di pensiero di osservatori ben informati della politica energetica, appare necessaria una piccola digressione sulle visioni che travalicano le frontiere europee interne.

Per prima conviene considerare il riferimento proveniente dal mondo britannico che ha indicato, solo recentemente (2014), una nuova politica energetica europea secondo le linee guida del modello britannico (Ukip). In solo 17 paginette, la Ukip, il partito di Nick Farage, ha emesso, con un manifesto, un nuovo approccio semplice alla gestione dell’energia. I suoi argomenti sono stati ripresi e criticati dai rappresentanti italiani del partito M5S che siedono a Bruxelles. Il manifesto inglese demolisce il «totem» del pensiero ambientalista e calpesta la lotta dei cardini del No-Triv, No-no-Tap-tubo, e così via. Questi stessi argomenti sono e vengono normalmente utilizzati dagli endemici sostenitori, catastrofisti, del Movimento ambientale.
Come sopra accennato, questa politica è stato accettata e condivisa dal partito politico italiano M5S (Movimento 5 Stelle), a Bruxelles. Questa politica si basa sui seguenti argomenti:

1. Priorità al gas.
2. Nucleare essenziale.
3. Il carbone da riscoprire.
4. Non solo sussidi alle energie rinnovabili.
5. «Shale gas» avanti a tutto vapore. I pericoli del «fracking» sono una leggenda metropolitana.
6. Il cambiamento climatico è tutto da dimostrare.
7. Smettiamola di prendere in considerazione CO2: non è solo un incubo di ogni cittadino consapevole ma piuttosto un aiuto per l’atmosfera prodotta dal gas naturale benefico per le piante e la vita sul pianeta.
8. Demolire il «otem» del pensiero ambientalista e calpestare la lotta dei cardini del No-Triv, No-no-Tap-tubo, e così via, i sostenitori endemiche del Movimento.

Rivediamo velocemente questi aspetti di gestione delle politiche e degli argomenti ambientali.
In realtà, non si sa se qualcuno dei responsabili del partito M5S abbia letto il documento redatto da Roger Helmer, laureato in matematica all’Università di Cambridge con un trascorso tra le fila dei «Tories» dagli anni Settanta al 2002, allorquando ne è uscito per aderire all’Ukip. Accolto a braccia aperte anche in vista della sua adesione della prima ora alla campagna del «Better Off Out» a sostegno della uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea, Helmer è diventato responsabile per l’energia e l’ambiente della prima forza politica in Inghilterra. Se non tutti possono vantarsi di avere un curriculum scientifico come quello di Bjorn Lomborg, il cosiddetto «enfant terrible» dell’ambientalismo sovversivo, Helmer supera, per provocazione, tutte le eventuali posizioni scettiche che si possono immaginare; tanto che il titolo del «poster» suddetto è già di per se stesso una sfida a tutti gli ecologisti responsabili a condurre interventi eco-sostenibili a favore di ogni cittadino occidentale: «sia data la luce a tutti!».
In sé e per sé, il manifesto è solo un amalgama che non brilla per rigore scientifico: in realtà, contiene alcune affermazioni che non fanno contorcere i corpi degli uomini per la soddisfazione di alcuni dei 23.121 elettori partecipanti alla consultazione on-line tra i membri M5S: questi stessi hanno scelto di allearsi con Nigel Farage in Europa. Alcuni esempi di linee guida che metto bene in evidenza il loro approccio sono i seguenti:

– «Per ogni posto di lavoro verde creato ne vengono distrutti quattro».
– «Siano cancellate immediatamente le eventuali sovvenzioni e le tariffe “feed-in” per l’energia rinnovabile».
– «Si controlli rapidamente se esiste una potenziale applicabilità dello “shale gas” nel Regno Unito (ed in Europa?) senza volere o evitare di sfuggire a tale compito essenziale».
– «Le scorie nucleari non sono un problema, perché, in un paio di secoli, avremo tecnologie oggi inimmaginabili (ritrattamenti efficienti, veloci e completi)».
– Alcuni asseriscono: «Il “fracking” (Fig. N° 4) inquina le acque sotterranee, ed innesca terremoti? Invece si è constatato che è l’ultima delle paure inflitte della catastrofe ambientale».
– Basta! Bisogna fermarsi con questa folle promozione di turbine eoliche ad oltranza.

La Comunità europea (Ue) risponde picche e chiede al popolo inglese di spegnere entro il prossimo anno le centrali a carbone. Così, Stumble Farage afferma nel manifesto che egli è convinto che con i sacrifici proposti e richiesti dalla retorica dell’apocalisse del «cambiamento climatico», le famiglie britanniche sono costrette a destinare almeno il 10% del bilancio familiare per stare al caldo, godere della la luce elettrica e rendere operativi gli apparati ed apparecchi domiciliari. La povertà energetica colpisce 6 milioni di famiglie inglesi a fronte di 4 milioni di 11 anni fa, stima il documento. [In parentesi: la situazione delle famiglie italiane non è molto dissimile ma forse è peggiore].
La «socializzazione» degli incentivi (prelevare a molti per dare solo a pochi) sulle energie rinnovabili incluse nelle bollette di pagamento degli utenti e la mancanza di indipendenza energetica espone la Gran Bretagna a subire fluttuazioni dei prezzi del petrolio e del gas per poter raggiungere l’equilibrio delle forze geopolitiche variabili e volubili nei suoi confronti. Così, il manifesto Ukip è una doccia fredda per l’ortodossia del pensiero-energia-ambiente di vari soggetti (tra cui M5S e altri). Così, si osserva che, assieme con rappresentanti alleati della Comunità europea, gli elementi di M5S italiani avevano abbandonato, non senza il brontolio della base, i Verdi al loro destino a causa dei «troppi veti» posti nel tempo.
Tra i tanti altri risvolti, si è assistito al rischio che a Strasburgo, si dovesse affrontare la volontà di sostenere il rafforzamento della rete europea di terminali per il gas. Lungo questa scia e tipologia di argomentazioni, si possono inserire alcuni elementi di analisi pittoresca e locale. Ad esempio c’è chi pensa che la posizione degli elementi di M5S e dei «verdi» sia stata elaborata per garantire grande gioia al Sindaco di Livorno, Filippo Nogarin che si è trovato, nelle mani, la patata bollente dell’impianto di ri-gassificazione di Livorno. Inoltre, la gente potrebbe pensare che, in futuro, l’inceneritore di Parma non sia più una vergogna, ma diventi una medaglia ed una onorificenza per il sindaco della stessa città. Fantascienza?
Nel frattempo, le tensioni geopolitiche e i prezzi del petrolio, dopo un forte aumento, recentemente sono diminuiti e continuano ad avere alti e bassi in modo da aiutare gli azionisti delle energie rinnovabili classiche a trovare il favore degli investitori, dei politici e del popolo. Di fatto, gli investitori e il popolo normale si chiedono quale sia il livello di confidenza ed affidabilità che si può associare alle fonti rinnovabili per compensare la carenza di combustibili fossili. Invece, c’è chi crede fermamente che gli azionisti del petrolio siano legati proprio agli stessi azionisti delle maggiori fonti di energia rinnovabile. In questo riferimento, l’approccio scientifico all’ecologia diviene la risposta più importante e più razionale da perseguire. Questo approccio è elaborato dall’Ipcc internazionale (Intergovernmental Panel on Climate Change) che è una emanazione dell’Onu. L’ultima versione, la quinta, del Rapporto elaborato dall’Ipcc [con la relazione di valutazione (AR5)] è stata sviluppata da 800 scienziati e ricercatori selezionati dalla comunità scientifica internazionale, ed organizzato in tre gruppi di lavoro (WG = Gruppo di lavoro).
In relazione al tema dell’energia, si osserva che la base scientifica dell’ecologia dimostra semplicemente che il pensiero ecologico, sano e razionale, si oppone e si scontra con quello che gli ambientalisti catastrofisti condannano ad oltranza. Questi pseudo-ambientalisti sembrano persone senza buon senso pratico, senza rispetto per l’autonomia e la «forma» che allevia il fardello della vita e la rende interessante.

Buon gusto, la libertà di pensiero e rispetto per le opinioni degli altri non consentono di perdonare ambientalisti catastrofisti (doom ecologists) ad oltranza che hanno altamente distorto, ridotto ed attentato alla vita economica e industriale in tutta Europa e del mondo. Con il loro uso degli inganni e contro-inganni vari oltre a contrasti sovversivi e reati informatici che essenzialmente li hanno condotti a commettere, in una certa misura, il cyber terrorismo.
La forte spinta allo sviluppo alternativo, proposta da questi strani ecologisti, negli ultimi dieci anni si è basata sul finanziamento illimitato e forti incentivi per l’energia alternativa (solare, eolica, ecc), il cosiddetto «rinnovabile», che funzionano solo a intermittenza, in modo discontinuo e aleatorio e, di conseguenza, non sono programmabili né pianificabili.
L’ultima invenzione si basa sulla progettazione di impianti e apparati di accumulazione di energia poco funzionali, estremamente costosi e non affidabili.

È stato un grande «bluff» economico e finanziario alle spalle di cittadini trattati da «bambini creduloni». Alcuni furboni supportati da organizzazioni quasi istituzionali hanno inventato questo «business dell’energia alternativa» in cui stessi furboni sono diventati dei saggi in grado di prendere un buon vantaggio della buona volontà, benevolenza e credulità dei contribuenti che hanno dovuto e devono ancora pagare un «obolo-offerta» percentuale sulla bolletta mensile di energia elettrica. Evviva il finanziamento ai furbastri dei primi momenti dell’energia alternativa!
Particolarmente in Italia, questo fenomeno di finanziamenti e incentivi per campi solari su tetti e a terra oltre ai diversi parchi eolici densamente distribuiti in alcune regioni d’Italia è durato per i 5 famosi «conti energetici» prima di vedere la fine. Dopo questo disastro, i vari governi hanno deciso di interrompere i finanziamenti alla grande speculazione del solare e all’eolico, soprattutto, a causa della grande riduzione dei terreni coltivabili in tutta la penisola.
Purtroppo, energie alternative, soprattutto solare ed eolica, non può garantire l’indipendenza energetica a causa della volatilità, imprevedibilità, intermittenza e incapacità di soddisfare la produzione programmata e pianificata. Di conseguenza, questa nuova energia è solo supplementare e non alternativa in senso lato, ha bisogno di almeno tanta energia prodotta continuamente da fonti classiche come gas, carbone e/o olio o fonte nucleare. Inoltre mancano le infrastrutture per la distribuzione territoriale della energia intermittente prodotta da campi solari ed eolici. Questa necessità impone un forte impulso di innovazione sulle reti elettriche di distribuzione a livello europeo e quindi un forte impulso alle cosiddette «smart grid» ossia alla reti di distribuzione elettriche intelligentemente gestite da sottosistemi ed apparati elettronici, appunto, intelligenti e programmabili.

La figura successiva rappresenta una visione molto ottimistica della produzione di energia alternativa (solare, eolica e biomassa) in Europa e la speranza (poco matematica) di un ruolo forse troppo incisivo sulla produzione di energia elettrica in Europa senza tenere in debito conto la aleatorietà intrinseca della produzione.
Al momento, in Italia alcune fonti informative innominabili sostengono che l’energia prodotta è per metà (50%) proveniente da fonte alternativa (cioè solare ed eolica) e l’altra metà proviene dai combustibili fossili (e particolarmente «gassosi»). Invece secondo la storia energetica moderna, ogni persona ragionevole sa che in una percentuale che varia dal 60% all’80%, l’energia italiana proviene da combustibili fossili. Inoltre, Italia acquista da Francia, Svizzera e Slovenia energia elettrica prodotta da fonti nucleari per una quota percentuale di quasi il 18% del fabbisogno nazionale.
Queste strane figure di improvvisatori e pseudo-ecologisti che propongono solo energia solare ed eolica, con un enorme paura dell’energia nucleare e un sacrosanto rispetto della energia classica dai combustibili fossili, continuano a fare campagne allarmistiche per indurre la gente alla paura e per tornare al Medioevo. Predicano la decrescita felice o «happy decrease», una sorta di trappola o imbonimento del cervello di persone con radici affondante nelle antiche credenze e nei dettami dogmatici delle varie religioni del passato: «il Medioevo prossimo in arrivo!».

 

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Si parla molto del grande contributo del gas, se possibile russo, mentre solo di recente, gli Stati Uniti d’America sono entrati con forza nel mercato del gas con la produzione specifica di «shale gas» (Fig. N° 4; Fonte: Rubbia). Nel frattempo, il numero di eventi e dei fenomeni ecologici vengono moltiplicati ogni giorno da proponenti «ambientalismo catastrofico». Il numero delle cosiddette riviste ecologiche aumenta costantemente, a base di articoli allarmistici davvero eccezionali che sono destinati solo ad attirare l’attenzione del lettore sugli effetti negativi dei vari processi produttivi presi in considerazione.
Lo scopo di questi «giornalisti» non è solo di allarmare, ma anche di convincere le persone che ogni elemento di minima perturbazione è contro natura e va considerato anti-ecologico. Tuttavia, a ben osservare si deduce solo il desiderio di questi pseudo-ambientalisti è solo una malcelata volontà di imbonimento e disinformazione nel rispetto delle linee guida dell’approccio classico di Mac Luhan.
Fondamentalmente si tratta di una scelta strategica antinucleare che è fortemente polarizzata da vergognosi, interessi economici indicibili altamente centralizzati nelle mani di pochi industriali e finanzieri classici che hanno avuto un ruolo decisivo nel «rating golpe».
Questo approccio economico ha offuscato la vista europea e particolarmente, quella del popolo italiano che è stato ingannato, spaventato e stordito ed ha rinunciato all’antica tradizione italiana, nata con Fermi dispersa in tutto il mondo e che si è sempre basata sul rilancio dell’energia nucleare. Niente di eccezionale e tutto dato per scontato in un Paese, l’Italia, ora di fronte al degrado industriale che ha abbandonato ogni forma di abilità e capacità di combattimento nel campo della produzione e della lavorazione industriale manuale. Pochi settori avanzati sono rimasti in piedi, e molti sono ora nelle mani degli industriali provenienti da altri Paesi europei e/o da altri Paesi del mondo (Cina in testa). Nel rinunciare alla sua precedente capacità produttiva, l’Italia sta prendendo il sentiero di «declino felice». Forse però sarebbe più giusto chiamarlo «declino cretino e/o stupido».

 

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La rinuncia ad una industria manifatturiera italiana sarà o meglio è già un duro colpo per la storia italiana e per la società italiana, indipendentemente dal tipo di industria smantellata, sia che si tratti della Montedison, o della Fiat o della Olivetti, o dell’Ilva etc.
L’aumento della disoccupazione giovanile è dilagante. Nella storia d’Italia non si è mai visto un livello di disoccupazione così alto. Nel frattempo, l’Italia importa forza-lavoro di basso livello ed esporta «cervelli» preparati nelle nostre ottime università finanziate con i nostri soldi provenienti dai pagamenti delle nostre tasse ed imposte varie. Inoltre, si tratta di ottime Università, checché ne dicano i «rating» diretti dagli americani e dagli anglosassoni!
D’altra parte, scienziati e ingegneri si chiedono continuamente se la scienza potrà mai davvero risolvere veramente tutti i problemi energetici del Mondo, dell’Europa e dell’Italia. Inoltre si chiedono quali siano i settori in cui la scienza offre le migliore speranze per il futuro energetico mondiale? Qual è il modello energetico integrato più ragionevole? Qual è il contributo della cyber-intelligenza informatica nell’ambito delle aziende energetiche e nell’ambito del processo di convincimento del popolo all’accettazione di alcune forme e fonti di produzione di energia che vengono paventate e additate come pericolose mentre altre che hanno da sempre procurato danni ecologici e enorme quantità di morti secondarie nel senso di indotto ed indirette, continuano ad essere semplicemente impiegate.
È sbagliato chiedersi qual è il livello di imbroglio in questi processi fondamentali della società civile mondiale?
L’anno nuovo, 2015, si presenta con fenomeni di ampie variazioni di prezzo del petrolio che, in modo particolare e con logiche di concorrenza industriale indicibili o meglio inconoscibili, è diminuito. I giochi di petrolio sono rinati e/o stanno rinascendo in modo imprevedibili e i nuovi giocatori si sono affacciati nell’arena per combattere e di nuovo business as usual!