Fuliggine, ozono e metano uccidono 7 milioni di persone l’anno

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Il rapporto «Reducing global health risks through mitigation of short-lived climate pollutants», prodotto in collaborazione con il Climate and Clean Air Coalition to Reduce Short-Lived Climate Pollutants, rivela che gli interventi per tagliare gli Slcps possono ridurre le malattie e le morti e possono contribuire alla sicurezza alimentare, migliorare la dieta e aumentare l’attività fisica

Un nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) evidenzia l’urgente necessità di ridurre le emissioni di fuliggine, ozono e metano che contribuiscono al cambiamento climatico.
Fuliggine, ozono e metano, anche noti con gli Short-Lived Climate Pollutants (Slcps), non solo producono un forte effetto sul riscaldamento globale ma contribuiscono significativamente alla morte di 7 milioni di persone ogni anno, morti premature legate all’inquinamento atmosferico.
Il rapporto «Reducing global health risks through mitigation of short-lived climate pollutants», prodotto in collaborazione con il Climate and Clean air coalition to reduce short-lived climate pollutants, rivela che gli interventi per tagliare gli Slcps possono ridurre le malattie e le morti e possono contribuire alla sicurezza alimentare, migliorare la dieta e aumentare l’attività fisica.
La dott.ssa Flavia Bustreo, vice direttore generale presso World Health Organization (Who), dice: «Ogni giorno questi inquinanti minacciano la salute di uomini, donne e bambini. Per la prima volta, la relazione raccomanda azioni che i Paesi possono avviare immediatamente per ridurre le emissioni, proteggere la salute ed evitare malattie e morti premature, morti che spesso coinvolgono i soggetti più vulnerabili».
La relazione si basa su una valutazione del programma ambiente delle Nazioni Unite e l’organizzazione meteorologica mondiale che ha stimato come una diminuzione degli Slcps impedirebbe una media di circa 2,4 milioni di morti premature ogni anno entro il 2030.
Sono state classificate più di 20 misure disponibili per mitigare gli Slcps, tra queste troviamo strumentazioni per limitare le emissioni dei veicoli, il passaggio dai combustibili fossili alle energie rinnovabili con una politica che faccia scelte ecosostenibili, alternative di riscaldamento a famiglie a basso reddito che principalmente si riscaldano e cucinano con l’ausilio di legname, sterco e altri combustibili solidi, cambiamenti nella dieta delle popolazioni di alto e medio reddito stimolando l’aumento nel consumo di alimenti vegetali nutrienti per ridurre malattie cardiache e le emissioni di metano associate ad alimenti di origine animale.
Maria Neira, direttore Oms, dichiara: «Benefici per la salute che possono essere ottenuti da queste strategie sono molto più grandi di quanto precedentemente compreso, e possono essere apprezzati immediatamente e localmente. I settori dell’ambiente e della salute possono dare priorità a interventi volti a soddisfare entrambi gli obiettivi ossia prevenire il cambiamento climatico e garantire la buona salute».
In definitiva una relazione che rappresenta un passo significativo per tutti coloro che a livello nazionale legiferano e stanno mettendo in atto percorsi di prevenzione delle malattie e di diminuzione dei decessi correlati all’inquinamento atmosferico e il tutto verso il raggiungimento di un nuovo obiettivo di salute globale che veda la riduzione sostanzialmente del numero di decessi e malattie causate dalla presenza, in aria, acqua e suolo, di sostanze chimiche pericolose.