Corteo contro i «bizantinismi climatici»

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    La partenza di una grande manifestazione di protesta oggi a Parigi contro i «bizantinismi climatici» dei «big» della Terra. Una protesta pacifica contro chi crea l’emergenza climatica e nucleare

    Mentre, da Le Bourget dei negoziati ufficiali dei governi per la Cop21, si è in trepida attesa dell’accordo più o meno «ambizioso» sul clima (oggi pomeriggio dovrebbe uscire il documento finale, almeno si spera!), il movimento sociale per il «Nuovo Mondo Possibile» organizza la sua protesta.
    Non l’ha tacitato e fiaccato il colpo subito il 29 novembre (la catena umana deturpata dalla sassaiola dei soliti idioti Black Bloc in Place della République, davanti alla candelata per le vittime del 13 novembre, che ha offerto il pretesto per cariche poliziesche indiscriminate culminate con centinaia di arresti).
    La decisione di mobilitarsi disobbedendo allo «stato di emergenza» (che ha interdetto le manifestazioni) è stata presa nel primo pomeriggio di ieri in Bourse du Travail, in una riunione organizzata, la sala grande gremita da attivisti di tutte le età (significativa la presenza di molti giovani), dalla Coalizione Climat 21, coalizione comprendente Attac, Confederatione Paysanne, Sortir du Nucléaire più altre 130 organizzazioni di base.
    Oggi, sfidando il divieto governativo, è organizzato il «filo rosso» che, nell’intenzione degli organizzatori, unirà il «milite ignoto», all’Etoile, simbolo delle vittime della violenza, anche la violenza dell’ingiustizia climatica che sta provocando e provocherà i suoi morti, con la Défence, il quartiere dei mercati speculativi e del business in genere, considerati i responsabili del problema che si intende denunciare: per così dire gli «assassini», o quanto meno i mandanti dell’assassinio.
    La manifestazione si chiamerà «filo rosso» anche perché tutti i partecipanti sono invitati a venire indossando abiti rossi e portando con sé un tulipano rosso.
    In previsione delle reazioni poliziesche (non dovrebbero mancare a prescindere dalle iniziative imbecilli dei nero-vestiti), buona parte della riunione è stata dedicata ai consigli legali: come vestirsi, come comportarsi, gli avvocati, messi a disposizione dal movimento, da chiamare in caso di arresto, le dichiarazioni da rendere, etc.
    Si è parlato di strategie legali di resistenza e di non cooperazione per rallentare il lavoro della polizia: gli interdetti prefettizi motivati dallo «stato di emergenza» insomma non dovranno impedire l’espressione pacifica della critica a chi sta costruendo lo stato di emergenza climatico…