Via la bonifica del Mar Piccolo di Taranto

    244

    Prende il via il progetto «A New Life For Mar Piccolo», cofinanziato dalla Commissione europea per la riqualificazione ambientale di una delle lagune più suggestive ma inquinate del nostro Paese, a beneficio dell’industria del turismo e delle attività economiche collegate al mare

    Ridurre fortemente l’inquinamento del Mare Piccolo di Taranto in modo da produrre ricadute sull’industria del turismo e sulle attività economiche legate ad un bacino unico in Europa. È questo l’obiettivo del progetto «A New Life For Mar Piccolo», coordinato dall’Enea e cofinanziato dalla Commissione europea nell’ambito del Programma Life 2014, che prevede la bonifica di una porzione di uno dei due seni del mare interno tarantino, quello più vicino alla città.
    L’intervento sarà realizzato grazie ad un impianto pilota di depurazione, basato su una tecnologia di microfiltrazione a membrana, in grado di agire sia sui sedimenti dei fondali sia sulle acque. Dispositivi di ultima generazione garantiranno un monitoraggio costante dal punto di vista chimico-fisico e biologico-molecolare su tutta l’area interessata all’opera di bonifica.
    «Il progetto – sottolinea il ricercatore Enea Gaetano Perrotta – prevede la bonifica dai principali inquinanti depositati sui sedimenti superficiali o in parziale sospensione, in modo da favorire il ripristino del corretto equilibrio ecologico della zona. È facile – aggiunge – prevedere come le tecnologie sviluppate nel progetto possano favorire il rapido risanamento di aree molto più vaste del Mar Piccolo, restituendo alle comunità locali un ambiente di straordinaria bellezza e fortemente attrattivo sia per il turismo naturalistico che per attività economiche remunerative come la mitilicoltura di qualità».
    L’approccio tecnico innovativo e il know-how generato dal progetto potranno avere ricadute considerevoli sia da un punto di vista scientifico che socio-economico. Analisi molecolari avanzate sul «microbioma» del Mare Piccolo, consentiranno di identificare microrganismi e funzioni enzimatiche capaci di trasformare alcuni composti inquinanti in sottoprodotti innocui e di possibile valore industriale.
    Il progetto sarà realizzato da un consorzio italiano, coordinato dall’Enea e costituito da Comune di Taranto, Cnr-Iamc, Genelab srl e Nova Consulting srl. In prospettiva le tecniche utilizzate potranno contribuire alla riqualificazione ambientale di altri bacini con analoghe caratteristiche di inquinamento da metalli pesanti quali, ad esempio, idrocarburi policiclici aromatici (Ipa) e polilorobifenili (Pcb).