Come eravamo

208

Erano gli Anni Sessanta, l’Italia correva e stava banchettando a spese del territorio, i danni erano già visibili e alta si alzò la voce di Antonio Cederna per tentare di fermare i «nuovi barbari». Nel ’62 esce «Primavera silenziosa» di Rachel Carson, nel ’68 Aurelio Peccei fonda il Club di Roma, gli universitari si «agitano» nelle università di tutto il mondo, nel ’69, il Segretario Generale dell’Onu, U Thant oltre a denunciare timori per i problemi del disarmo, del risanamento dell’ambiente, di una più equa distribuzione e di un uso razionale delle risorse, del controllo dell’esplosione demografica, e dell’esigenza di orientare gli sforzi verso la problematica dello sviluppo; profetizzava che senza il controllo di questi problemi, in dieci anni, si sarebbero raggiunte dimensioni tali da essere al di fuori di ogni umana capacità di controllo…

Si creò un movimento di intellettuali e ricercatori per tentare di fermare il disastro ma, soprattutto, di far capire. Negli anni successivi si fece molto per scoprire e segnalare le emergenze del territorio. Spiegare l’importanza delle associazioni vegetali e il rapporto con la fauna. Da tutto questo nacquero le mappature e le indicazioni per proteggere alcune aree. Solo molti anni dopo l’attenzione si spostò anche agli ambienti marini perché anche il mare lanciava appelli di aiuto…
Contemporaneamente crescevano i problemi ambientali per l’inquinamento globale e il clima iniziava a modificare il suo andamento tradizionale. Si iniziò quindi a mettere in relazione clima e ambiente. E l’elenco delle urgenze degli allarmi si allungò rapidamente.
Una soluzione fu quella della protezione di intere aree e della creazione di Parchi, dalla salvaguardia puramente estetica dell’800 si passò subito alla salvaguardia per necessità. Un Parco, quindi, veniva creato per salvare alcune specie tipiche di una determinata zona e con la tipizzazione, si creavano zone in cui si lasciava fare alla natura che, sicuramente, ne sa più di noi visto che noi stiamo ancora a studiarla ed ogni volta ci sorprendiamo…