L’Australia avvia il taglio delle foreste natie

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Annunciato un piano che permette l’accesso a 356.000 ettari di foresta coperti da moratoria fino al 2020. Le foreste della Tasmania sono alcune delle più spettacolari foreste del mondo, e ospitano alcune tra le ultime foreste pluviali dense che risalgono all’epoca dei dinosauri

Nel 2015, dopo un decennio di conflitto ambientale, l’industria forestale, le associazioni ambientaliste e il governo hanno firmato un accordo che assicurava una moratoria sul taglio delle foreste native. Due anni dopo però, il governo si è rimangiato l’accordo, annunciando un piano che permette l’accesso a 356.000 ettari di foresta coperti da moratoria fino al 2020. La legge è stata fortemente opposta, non solo dagli ambientalisti, ma anche dall’industria forestale, la cui associazione ha promesso di fare campagne contro la decisione del governo.
Le foreste della Tasmania sono alcune delle più spettacolari foreste del mondo, e ospitano alcune tra le ultime foreste pluviali dense che risalgono all’epoca dei dinosauri, composte da alberi giganteschi e che ospitano una fauna selvatica unica al mondo. L’unicità e l’importanza della Tasmanian Wilderness sono tali da essere state proclamate nel 1982 patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. L’estremo isolamento della Tasmania ha infatti plasmato una biodiversità unica nell’isola, permettendo la sopravvivenza di specie peculiari tra le quali l’eucalipto gigante (Eucalyptus regnans, può raggiungere i 90 metri di altezza), il mirtofaggio (Lophozonia cunninghamii) e il «King Billy» (Athrotaxis selaginoides), una conifera preistorica simile al cipresso.