Combattere l’amianto con la testimonianza

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    Gli Istituti premiati in ordine di arrivo sono stati l’Iiss «C. Colamonico – N. Chiarulli» di Acquaviva delle Fonti, il Liceo scientifico statale «E. Fermi» di Bari, il Liceo scientifico statale «G. Salvemini» di Bari, l’Iiss «Marconi-Hack» di Bari, l’Iiss «Galileo Ferraris» di Molfetta

    Si è concluso il primo concorso per gli studenti della scuola media superiore di Bari e provincia dal titolo «Di lavoro e di morte – Dialoghi d’amianto». Un concorso che pur essendo alla sua prima edizione ha registrato un’elevata partecipazione degli studenti che, guidati dai loro insegnanti, hanno avuto modo di approfondire l’argomento amianto, forse troppo poco discusso fra le più giovani generazioni ma che di contro ha trovato terreno fertile e un elevato grado di sensibilità alle tematiche ambientali, come quelle, per l’appunto, dell’inquinamento d’amianto.

    sigea amiantoUn concorso che ha visto la collaborazione tra diverse associazioni, Associazioni familiari vittime amianto di Bari, Associazione memoria condivisa, Associazione italiana esposti amianto – sezione Val Basento, Società italiana di geologia ambientale (Sigea) – sezione Puglia, Associazione capo gallo e Comitato cittadino Fibronit, e la scuola che ha visto i ragazzi lavorare sodo, ricercando materiale, informazioni, intervistando ex operai, dando libero sfogo alla fantasia e creatività, producendo video, presentazioni multimediali, canzoni, scritti andando a centrare l’argomento parlando di amianto ed in particolar modo di Fibronit.
    Perché la Fibronit la conosciamo bene noi pugliesi e soprattutto gli abitanti del quartiere Japigia di Bari, quartiere dove si trova la fabbrica in attesa di una completa bonifica degli impianti. Una Società per azioni, un’azienda produttrice di elementi per l’edilizia in amianto fondata a Bari nel 1935. Tra i suoi prodotti figurava in particolare l’eternit, marchio registrato di fibrocemento utilizzato in edilizia come materiale da copertura o come coibentazione di tubature.
    Alla Fibronit si sta cominciando a lavorare, questo quanto viene fuori dalle dichiarazioni del Comitato cittadino Fibronit dove Nicola Brescia, Presidente del Comitato, in una dichiarazione Ansa rilasciata dopo il sopralluogo effettuato nella ex fabbrica lo scorso 27 aprile, ha affermato: «I lavori di smontaggio dei fabbricanti contenenti amianto della Fibronit avverranno in sicurezza. I cittadini del quartiere possono stare tranquilli. Siamo ancora in una fase preparatoria perché si stanno allestendo le strutture all’interno delle quali avverrà lo smontaggio di quelle con amianto, ma per quello che abbiamo visto possiamo stare tranquilli».
    In merito alla giornata di chiusura del concorso (che si è svolto presso l’Auditorium dell’Iiss «Gorjux – Tridente – Vivante» di Bari, sede Gorjux a Bari), per Mario Murgia, Presidente dell’Associazione italiana esposti amianto – sezione Val Basento, associazione che ha permesso anche il riconoscimento ai vincitori di 1.000 euro in premi, «la XII giornata mondiale delle vittime dell’amianto e per la salute e la sicurezza del lavoro è stata un’occasione di riflessione in cui i riflettori sono stati puntati sulla fragilità del paese e sull’importanza della tutela della vita, della salute e dell’ambiente. L’emozione trasparente tra le giovani ed i giovani che hanno aderito alle manifestazioni sono gratificanti e di sostegno alle priorità indicate dalle associazioni che in realtà indicano l’esigenza di fermare una delle principali cause di mortalità: l’amianto.
    Le associazioni hanno sottolineato il bisogno di rispetto dei diritti degli ex esposti e delle vittime dell’amianto; hanno sottolineato anche il bisogno di uno stanziamento di fondi adeguati per estendere e rafforzare la diagnosi precoce nella sorveglianza sanitaria e affrontare l’emergenza sanitaria e ambientale che non coinvolge più solo gli ex lavoratori esposti all’amianto ma tutti i cittadini che, inconsapevolmente, respirano le fibre di questo killer invisibile».
    Per il presidente dell’Ordine dei geologi di Puglia e referente Sigea, Salvatore Valletta, «il concorso ha restituito tanto in termini di soddisfazione e questo sotto il profilo della creatività ricambiata dagli studenti nell’affrontare un tema complesso quanto attuale. È interessante anche notare la progressione dei lavori di messa in sicurezza permanente in corso sul sito Fibronit che dovrebbero concludersi a dicembre 2018 con l’obiettivo di realizzate sull’area il parco della rinascita dedicato a tutte le vittime dell’amianto, operai Fibronit e civili dei quartieri Japigia, San Pasquale e Carrassi, attigui allo stabilimento».
    Per Lillo Mendola, Presidente dell’Associazione familiari vittime amianto Bari «La consapevolezza e la percezione del rischio amianto non vanno ricordati solo in occasione di giornate particolari poiché gli effetti patologici dell’amianto si manifestano nel corpo d’ignari cittadini ogni giorno gettando nello sconforto le loro famiglie. Dopo aver completato l’iter, aggiudicazione ed inizio lavori, per la messa in sicurezza definitiva del sito Fibronit, prodromo per la realizzazione del “Parco della Vita” la priorità è proprio rivolta ai “vivi” ovvero alla sorveglianza sanitaria ed il sostegno agli ammalati. In questo senso c’è ancora molto da fare poiché, complice il riordino sanitario regionale, la sorveglianza sanitaria, le diagnosi precoci ed il percorso terapeutico dei pazienti che sempre più risentono dei tagli alla sanità divenendo deficitaria».
    Gli Istituti premiati in ordine di arrivo sono stati l’Iiss «C. Colamonico – N. Chiarulli» di Acquaviva delle Fonti, il Liceo scientifico statale «E. Fermi» di Bari, il Liceo scientifico statale «G. Salvemini» di Bari, l’Iiss «Marconi-Hack» di Bari, l’Iiss «Galileo Ferraris» di Molfetta.

    Obiettivo quindi raggiunto…
    L’epilogo del concorso è stata la soddisfazione di aver visto giovani studenti approfondire l’argomento, recepire e fare proprio il messaggio connesso alla fibra killer figlia del capitalismo e del profitto che ha ucciso in tutto il mondo e che ad oggi ancora provoca circa 100.000 decessi l’anno in tutto il pianeta.
    Appuntamento allora all’anno prossimo per la seconda edizione perché l’inquinamento d’amianto va combattuto e risolto definitivamente anche, e soprattutto, con la memoria, la cultura, la testimonianza.