Pesticidi, ecco l’invito alla Commissione Ue

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Pesticidi -Radio Alfa-Flickr

Il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a proporre un ambizioso obiettivo vincolante a livello europeo per la riduzione dell’uso dei pesticidi

In una risoluzione votata il 12 febbraio 2019 sull’applicazione della Direttiva 2009/128/CE concernente l’utilizzo sostenibile dei pesticidi, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a proporre un ambizioso obiettivo vincolante a livello dell’Ue per la riduzione dell’uso dei pesticidi.

La relazione evidenzia come il livello generale dei progressi compiuti dagli Stati membri e dalla stessa Commissione europea sia insufficiente per conseguire i principali obiettivi della Direttiva 2009/128/CE sull’uso sostenibile dei pesticidi e si osserva, in molti paesi, un minore impegno a favore della tutela dell’ambiente e della salute ed un insufficiente impegno nei confronti delle pratiche di difesa integrata a ridotto uso di pesticidi.

Circa l’80% dei Piani di Azione nazionali non contiene informazioni specifiche su come quantificare gli obiettivi relativi alla difesa integrata e alle misure di protezione delle acque, rendendo impossibile valutare i progressi compiuti.

Si evidenziano inoltre gli scarsi progressi compiuti nel promuovere ed incentivare l’innovazione lo sviluppo e la diffusione di alternative a basso rischio e non chimiche ai pesticidi tradizionali, compresa la lunghezza del processo di valutazione, autorizzazione e registrazione delle sostanze attive a basso rischio che ne ritarda la diffusione.
Nella relazione si osserva come nonostante l’agricoltura rappresenti uno dei principali fattori che impediscono ai corpi idrici di conseguire un buono stato ambientale, la maggior parte degli Stati membri non abbia stabilito obiettivi quantitativi e un calendario di attuazione delle misure a tutela dell’ambiente acquatico.
Fra le raccomandazioni più significative espresse dal Parlamento europeo nella risoluzione del 12 febbraio si sottolineano le seguenti:

  • invita gli Stati membri a rispettare i tempi per la presentazione dei nuovi piani di azione nazionali (anche l’Italia è in ritardo) includendo obiettivi misurabili di riduzione annuale dell’impatto dovuto all’utilizzo dei pesticidi;
  • si appella alla Commissione e agli Stati membri affinché adottino misure di promozione di pesticidi a basso rischio e diano priorità ad alternative e metodi non chimici con il minor rischio possibile di danni per la salute e l’ambiente mantenendo una efficiente protezione delle colture, anche attraverso incentivi economici, nonché misure di promozione della ricerca, dello sviluppo, della registrazione e commercializzazione di alternative biologiche ed a basso rischio;
  • si rivolge alla Commissione affinché istituisca un sistema pienamente operativo e trasparente per la raccolta periodica di dati statistici sull’utilizzo dei pesticidi evidenziando che è fondamentale valutare regolarmente la proporzionalità della quantità di pesticidi venduti rispetto all’area agricola in cui sono utilizzati, ricorrendo a banche dati degli utilizzatori e registri di vendita;
  • invita la Commissione e gli Stati membri a prestare attenzione alla protezione dei gruppi vulnerabili, in particolare, considerando l’attuale assenza di protezione dei residenti delle zone rurali, stabilendo divieti immediati dell’uso di pesticidi entro distanze considerevoli da abitazioni, scuole, aree giochi, asili, ospedali;
  • invita la Commissione e gli Stati membri ad assicurare l’applicazione piena ed uniforme dei criteri di esclusione basati sul pericolo per le sostanze attive, mutagene, cancerogene, tossiche per la riproduzione e lo sviluppo, interferenti endocrine;
    si rivolge agli Stati membri affinché incrementino gli investimenti verso pratiche che impediscano la contaminazione delle acque profonde e di superficie;
  • si appella alla Commissione affinché intraprenda un’azione incisiva contro gli Stati membri che abusano sistematicamente della deroga al divieto di utilizzo dei pesticidi neonicotinoidi (dannosi per gli insetti impollinatori);
  • invita la Commissione e gli Stati membri a garantire che il principio «chi inquina paga» sia pienamente attuato ed effettivamente applicato in relazione alla protezione delle risorse idriche.

 

(Fonte Arpat)