Di celebrazioni in celebrazioni si muore

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CO2 2019 NOAA
Il valore medio nel mese di maggio 2019 della CO2 atmosferica è stato pari a 414,8 ppm, con un aumento di 3,5 ppm in più rispetto a maggio dello scorso anno

È la fine che sta facendo il Pianeta ma l’uomo, nella sua infinita stupidità, non capisce che sta celebrando la sua fine. Per decenni sono stati presi in giro gli ambientalisti e i governanti non si rendono conto che ora le estinzioni sono a catena. E così sarà per l’uomo quando arricchendo di CO2 l’atmosfera si supererà il punto di non ritorno

Di celebrazioni in celebrazioni finiremo di celebrare il funerale della specie umana. Questo, al di là delle partecipazioni compassionevoli di tanti, è il messaggio che viene dalla Giornata Mondiale dell’Ambiente 2019.

Giuseppe Ungherese, responsabile Campagna inquinamento di Greenpeace Italia, che con il Cnr-Ias di Genova e l’Università Politecnica delle Marche, sta percorrendo il Mar Tirreno centrale per monitorare lo stato di inquinamento dei nostri mari, dichiara: «Una vera e propria “zuppa di plastica”, insieme a materiale organico di vario tipo, è quello che abbiamo trovato oggi nel Mar Tirreno, nella zona tra Elba-Corsica-Capraia all’interno del Santuario dei Cetacei. Bottiglie, contenitori in polistirolo utilizzati nel settore della pesca, flaconi, buste e bicchieri di plastica… per lo più imballaggi che vengono usati per pochi minuti ma restano in mare per decenni, hanno accompagnato la nostra navigazione».

Il Wwf segnala che secondo il rapporto sullo stato mondiale della biodiversità (Il Global Assessment Report on Biodiversity and Ecosystem Services) abbiamo significativamente alterato il 75% delle terre emerse e il 66% dei mari e degli oceani. Inoltre stiamo mettendo a rischio, mantenendo l’attuale ritmo di impatto ambientale nei prossimi decenni, almeno un milione di specie viventi, molte delle quali ancora sconosciute alla scienza. Si tratta di un livello di impatto totalmente insostenibile, tenuto conto che dagli attuali oltre 7,6 miliardi di abitanti il nostro mondo si troverà ad avere, come indicato dalla variante media delle Nazioni Unite, 9,7 miliardi di abitanti nel 2050. La capacità rigenerativa delle risorse naturali e la capacità ricettiva dei sistemi naturali nel ricevere i nostri rifiuti mostra ormai i palesi segni di affaticamento, riconosciuti da tutta la ricerca scientifica internazionale.

Ma tutto questo non insegna niente agli uomini che continuano allegramente a legiferare a negare i problemi ed a mungere il vecchio sistema economico basato sulle energie non rinnovabili ed inquinanti.

Ma accanto a questi allarmi ce n’è un altro che l’uomo non comprende seguendo lo stesso metodo di ignoranza adottato fin’ora, è quello dell’aumento della CO2 in atmosfera. Quando se ne accorgerà sarà già tardi perché vorrà dire che avremo superato il punto di non ritorno ed i fenomeni atmosferici saranno ancor più imprevedibili ed ancor più dannosi di ora.

«Il valore medio nel mese di maggio 2019 della CO2 atmosferica – sottolinea Vincenzo Ferrara nel suo Blog – rilevato dall’Osservatorio della Noaa di Mauna Loa nelle Hawaii, è stato pari a 414,8 ppm, con un aumento di 3,5 ppm in più rispetto a maggio dello scorso anno.

«Maggio è il mese più indicativo per le concentrazioni globali di anidride carbonica perché, di solito, rappresenta il valore massimo per l’anno, prima che la crescita della vegetazione nell’emisfero settentrionale inizi ad assorbire l’anidride carbonica dell’atmosfera mediante la fotosintesi clorofilliana.

«Questo è il settimo anno consecutivo in cui sono stati registrati forti aumenti di concentrazione della CO2 atmosferica, ben al di sopra dell’andamento medio dei decenni precedenti, ma è anche il quinto anno da quando è stata superata la soglia dei 400 ppm nel 2014, soglia che rappresentava il primo limite di sicurezza per prevenire gli effetti negativi e i possibili danni dei cambiamenti del clima.

«Dal grafico (nella foto del titolo, N. d. R.) dei dati rilevati in continua dalla Noaa a partire dal 1958, si osserva che il tasso di crescita medio annuo della CO2 atmosferica era di circa 1,5 ppm per anno, attorno agli anni 90 del secolo scorso. Poi, dopo l’anno 2000, il tasso di crescita ha subito un’accelerazione a 2,2 ppm per anno e, ora, negli ultimi anni questo tasso è diventato ancora più elevato ed ha raggiunto livelli tra 3,0 e 3,5 ppm per anno.

«Questo significa che la soglia di 450 ppm si avvicina più rapidamente di quanto era stato previsto dagli scienziati. E la soglia di 450 ppm è considerata dagli scienziati il livello oltre il quale il surriscaldamento climatico globale supererà i 2°C rispetto all’epoca preindustriale, quando la concentrazione atmosferica di CO2 è stata sempre inferiore a 280 ppm. Ma anche il livello oltre il quale le conseguenze dei cambiamenti climatici potrebbero essere catastrofici e diventare irreversibili».

Che dire? non ci resta che sperare nelle infinite capacità della vitalità della biodiversità compresa quella dell’intelligenza umana.

 

R. V. G.