Deforestazione, nei conti Ue dimentica i costi ambientali

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deforestazione indonesia olio di palma

La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. La nota di Greenpeace

Il Piano d’azione europeo contro la deforestazione, pubblicato oggi dalla Commissione europea, evidenzia la responsabilità dell’Europa rispetto alla deforestazione globale e riconosce la necessità di una legislazione specifica per spezzare il legame tra deforestazione e produzione di materie prime agricole come soia, olio di palma, carne, caffè e cacao. Il Piano non affronta però i costi ambientali e umani delle politiche commerciali e agricole dell’Ue.

«Il documento diffuso oggi dimostra che questa Commissione è ben consapevole del ruolo che l’Europa gioca nella deforestazione globale, ma non vuole mettere in discussione i principi distruttivi alla base degli accordi commerciali e agricoli dell’Ue. Permettere a una manciata di multinazionali di accedere a nuovi mercati non può essere più importante della necessità di valutare il costo ecologico, climatico e umano degli accordi commerciali in cui l’Ue è coinvolta, come sta avvenendo nel caso dell’accordo di libero scambio Ue-Mercosur. La prossima Commissione dovrà dimostrare più impegno e volontà se vogliamo davvero tutelare i diritti umani e affrontare la crisi ecologica e climatica che stiamo attraversando», afferma Martina Borghi, campagna foreste di Greenpeace Italia.

L’Unione europea e il Mercosur, il gruppo composto da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay, riuniti nel mercato comune dell’America meridionale, sono giunti a siglare un accordo di libero scambio dopo un negoziato avviato nel 1999. Attraverso questo accordo i due blocchi sono determinati, fra l’altro, ad incrementare gli scambi aumentando l’importazione in Europa di materie prime agricole dal Sud America, con notevoli rischi per l’ambiente e i diritti umani.

«Tra i prodotti in questione ci sono carne bovina, pollame e soia Ogm (destinata alla mangimistica), prodotti che si collocano al primo posto fra le cause della distruzione delle foreste Sudamericane — continua Borghi —. Le elezioni europee hanno dimostrato che le persone vogliono che l’Unione europea affronti attivamente l’emergenza climatica in corso, di cui la deforestazione è una delle cause. La nuova Commissione dovrà contribuire, con politiche adeguate, a ridurre il consumo eccessivo di carne e prodotti lattiero-caseari in Europa».

La distruzione delle foreste è una delle principali cause del cambiamento climatico e della massiccia estinzione delle specie a cui stiamo assistendo, oltre ad essere spesso associata alla violazione dei diritti umani. Secondo la Fao e il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, le foreste catturano circa un terzo dell’anidride carbonica rilasciata ogni anno a causa della combustione di gas, petrolio e carbone. Se vogliamo evitare l’aumento delle temperature oltre il grado e mezzo, dobbiamo quindi esigere che le foreste del mondo vengano preservate.

Greenpeace invita la prossima Commissione a presentare urgentemente una nuova normativa per garantire che i prodotti immessi sul mercato europeo non siano legati alla deforestazione, al degrado delle foreste, alle violazioni dei diritti umani.

(Fonte Greenpeace)