Rifiuti, dubbi sulla scelta della Puglia

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In un comunicato Zero Waste Puglia si dichiara contraria alla direzione presa dalla Regione. «Il modello Hera è un sistema pensato per generare profitti e non riduzione dei costi. Non è un caso che l’Emilia Romagna è la regione italiana che produce il più alto quantitativo procapite annuo di rifiuti. Più sono i rifiuti, maggiori sono i guadagni. Pertanto si guarda con favore a impianti di trattamento che creano utili a scapito delle migliori esperienze di gestione della materia»

Pubblichiamo la nota di Zero Waste Puglia

Una nota di alcuni giorni fa dell’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Puglia Cosimo Borracino, conferma che il progetto a cui il presidente Michele Emiliano sta lavorando da almeno tre anni, sta per giungere al termine con la creazione della multiutility modello Hera dell’Emilia Romagna, per la gestione di rifiuti, acqua ed energia.

Borracino mette nero su bianco quello che è il pensiero che prevale nel ristretto giro che guida la gestione dei rifiuti in Puglia: «i rifiuti sono il grande business del nostro secolo e producono ingenti profitti che, oggi, sono in gran parte ad appannaggio esclusivo di pochi soggetti privati».

Il modello Hera è un sistema pensato per generare profitti e non riduzione dei costi. Non è un caso che l’Emilia Romagna è la regione italiana che produce il più alto quantitativo procapite annuo di rifiuti. Più sono i rifiuti, maggiori sono i guadagni. Pertanto si guarda con favore a impianti di trattamento che creano utili a scapito delle migliori esperienze di gestione della materia.

In Puglia la politica ha offerto ai signori della monnezza praterie per generare guadagni facili, lasciando al pubblico il compito e i costi delle bonifiche dei siti non a norma.

In Puglia può capitare che gli impianti di trattamento dei rifiuti, nonostante per gran parte siano finanziati con soldi pubblici, ottengano prezzi di conferimento ben sopra la media nazionale, che gli impianti di Tmb trasferiscano agli impianti di incenerimento lo stesso quantitativo di rifiuti in ingresso, senza considerare le perdite di processo, computando i costi due volte.

Zero Waste Puglia è da sempre favorevole alla realizzazione degli impianti di riciclo e di trattamento della frazione organica. L’Ager e il suo direttore generale hanno il compito dei controlli e il dovere di progettare gli impianti distribuendoli in maniera omogenea, non sovraccaricando territori già vessati, di copiare le migliori best-practies di gestione dei rifiuti di cui l’Italia è leader nel mondo, evitando inutili viaggi della speranza in Israele alla ricerca di soluzioni miracolistiche.

Se l’avvocato Grandaliano e il presidente Emiliano hanno bisogno di un modello da imitare, guardino alla veneta Contarina, azienda best company in Europa per risultati prodotti, efficienza di gestione e migliori pratiche utilizzate. Contarina a livello nazionale genera la percentuale più alta di raccolta differenziata su territori aggregati, la più bassa produzione di rifiuti, i costi procapite più bassi d’Italia.

Al presidente Emiliano chiediamo di incontrarlo per ribadire le richieste già formulate dal nostro movimento nelle osservazioni al Piano regionale dei rifiuti in via di approvazione, e di seguire la via maestra della protezione dell’ambiente, della salute e la riduzione dei costi per i pugliesi. Purtroppo non è la direzione che ha intrapreso.

(Fonte Zero Waste Puglia)