Ma è un virus… ecologico

2067
coronavirus mappa cina inquinamento

I satelliti rivelano che il coronavirus ha fatto crollare l’inquinamento in Cina. Il confronto delle mappe è impietoso e apre altri interrogativi come quello della vera causa dell’inquinamento atmosferico

Che il virus Covid-19 stia solo creando danni, e non solo dal punto di vista sanitario, è ormai ben noto. Ma c’è un fattore «benevolo» invece, che nel dramma generale è stato rilevato dagli occhi elettronici dei satelliti, nella speranza che quest’unico fattore positivo possa anche riguardare l’Italia.

Riguarda un forte abbassamento del tasso di inquinamento in Cina. La concentrazione di biossido di azoto nell’atmosfera infatti, è crollata in maniera in forte percentuale. Un vero e proprio crollo dell’inquinamento. Lo confermano le immagini-mappa diffuse dalla Nasa (che vi proponiamo), che mostrano il cambio di colore nei cieli del grande paese orientale, da giallo ad azzurro, da gennaio 2019 a febbraio 2020. L’aria più pulita è dovuta, perlomeno in buona parte, al rallentamento economico provocato dal coronavirus, hanno riferito i ricercatori dell’ente spaziale statunitense. L’effetto è stato provocato dallo stop temporaneo delle fabbriche cinesi, al fine di contenere il virus.

Ad influire sul miglioramento delle condizioni dell’inquinamento è stato anche il blocco o comunque la riduzione della circolazione delle auto, che da Wuhan si è diffuso nel resto del Paese, con milioni di persone in quarantena. «È la prima volta che vedo questo effetto di ripulitura dell’aria in un’area così vasta», ha spiegato Fei Liu, ricercatrice (di origine asiatica) del Goddard Space Flight Center della Nasa, che ha sede nel Maryland, specializzata in qualità dell’aria. Ha aggiunto che aveva notato un declino di biossido di azoto già durante la crisi del 2008, ma era stato più graduale e comunque aveva raggiunto minori effetti sull’atmosfera.

I satelliti della Nasa, ma anche quelli delle altre maggiori agenzie spaziali (compresa l’Esa europea) continueranno a monitorare con attenzione la situazione, nella speranza che, una volta passato del tutto l’effetto coronavirus (che comunque non è imminente), il tasso di inquinamento non torni come ai livelli di inizio 2019.

In Italia l’effetto è certamente diverso, dovuto al fatto che la percentuale di fabbriche «inquinanti» non è paragonabile alle percentuali cinesi.

Ma un effetto positivo, da questo punto di vista è possibile. In attesa che l’emergenza passi del tutto anche da noi…

Antonio Lo Campo