Covid-19, in pericolo gli indigeni dell’Amazzonia

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campo abusivo in amazzonia
Uno dei molti siti illegali dei minatori nel territorio yanomami. © Funai

«È questione di vita o di morte», Survival International chiede la protezione dei territori indigeni. In tutte queste aree abitano comunità incontattate, che sono i popoli più vulnerabili del pianeta, estremamente suscettibili alle malattie introdotte dall’esterno

Proteggere le terre indigene nel mondo è fondamentale per prevenire la morte di migliaia di indigeni per Coronavirus, ha dichiarato oggi Survival International, il movimento mondiale per i popoli indigeni.

Bolsonaro ha messo un missionario evangelico a capo del dipartimento brasiliano che si occupa delle tribù incontattate, e New Tribes Mission (una delle più grandi organizzazioni missionarie fondamentaliste) ha lanciato un programma che ha come obiettivo quello di raggiungere le tribù incontattate della Valle Javari, dove abitano più popoli incontattati che in qualsiasi altro luogo della Terra (negli Stati Uniti, New Tribes Mission ha cambiato nome in Ethnos360).
Oltre a questo, molti popoli brasiliani come gli Yanomami, i Kawahiva, gli Uru Eu Wau Wau, i Munduruku e gli Awá, stanno subendo l’invasione dei loro territori da parte di cercatori d’oro, allevatori e trafficanti di legname. In tutte queste aree abitano comunità incontattate, che sono i popoli più vulnerabili del pianeta, estremamente suscettibili alle malattie introdotte dall’esterno.

«Siamo particolarmente preoccupati per i popoli incontattati perché il Coronavirus potrebbe portare al loro sterminio — ha denunciato Celia Xakriaba, leader indigena brasiliana —. Siamo consapevoli che la pandemia è una crisi per l’intera umanità, ma sappiamo bene che non moriranno tutti i brasiliani. Al contrario, per noi popoli indigeni, il virus costituisce una concreta minaccia di sterminio».

«Se le loro terre fossero protette adeguatamente dagli esterni, i popoli incontattati sarebbero relativamente al sicuro dalla pandemia da Covid-19 — ha dichiarato oggi Sarah Shenker, la campaigner di Survival per i popoli incontattati —. Ma molti dei loro territori in questo momento sono invasi e saccheggiati dagli attori del traffico del legname, dell’estrazione mineraria e dell’agro-business, incoraggiati dal presidente Bolsonaro che ha praticamente dichiarato guerra ai popoli indigeni del Brasile. Dove ci sono degli invasori, il Coronavirus potrebbe sterminare interi popoli. È una questione di vita o di morte».

«Oltre alle tribù incontattate, la pandemia è particolarmente preoccupante anche per molti altri popoli indigeni, sia a causa dei loro stili di vita comunitari, che potrebbero facilitare la diffusione nelle comunità, sia, in certi casi, per la distanza geografica dagli ospedali (dove di solito vanno solo per trattare malattie importate dalle società non-indigene). Il presidente Bolsonaro ha anche ridotto il servizio sanitario indigeno, che rivestirà un ruolo cruciale nei mesi a venire. Questi tagli devono essere revocati immediatamente, e si deve garantire un servizio sanitario completo a tutti i popoli indigeni che ne hanno bisogno».

Molte comunità indigene del mondo (come gli Orang Rimba in Indonesia e alcuni villaggi di Adivasi in India) si sono messe in quarantena spontanea nelle loro foreste, o hanno chiuso da sole i loro territori agli estranei, dato che i governi si sono dimostrati incapaci o restii a proteggerle dalle incursioni.

Tra i popoli indigeni del Brasile, sono due, al momento, i casi di Coronavirus confermati, tra cui un decesso. Si tratta di una donna del popolo Borari.

(Fonte Survival International)