Parole e sorrisi per colmare i vuoti relazionali

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Ridere sì… gioire meglio. L’insegnamento di Gigi Proietti. Ai piccoli che resteranno a casa, ai ragazzi e ai giovani quanto è necessario suggerire di non affidarsi ai social e al web per trovarvi compensi e surrogati. La psicopedagogia ci offre questi quattro inviti

Gigi Proietti
Gigi Proietti

Questo tempo che ci strappa uomini, donne e cose ci lascia anche delle eredità.

Proietti suscitava il riso… meglio ancora la gioiosità, sua eredità per ogni circostanza dei nostri giorni, per i piccoli, i giovani e gli anziani.

Le lacrime ci sono per tutti e in ogni tempo ma esse spesso sono lavacro liberatore della mente e ristoratore dei battiti accelerati del cuore. Sono indice di sofferenza e anche segno di emozioni piacevoli, di gioia improvvisa, di affezione dolcissima.

Il film lungo, variegato delle immagini buone di Gigi consegna a chiunque la possibilità di recuperare la sua performance e lo ritroviamo, dopo i suoi 80 anni, nelle nostre età più varie, nei giorni che ci seguono.

Come è bello e utile ricevere dagli avvenimenti e dagli eventi la possibilità di sorridere ed essere accompagnati gioiosamente nei campi della possibile felicità!

Ai piccoli che resteranno a casa, ai ragazzi e ai giovani quanto è necessario suggerire di non affidarsi ai social e al web per trovarvi compensi e surrogati. La psicopedagogia ci offre questi quattro inviti:

Scambiare il sorriso; 2. Assicurare reciprocità; 3. Ascoltarsi; 4. Parlare.
Parlare perché? Perché «la Parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile compie le opere più divine: può far cessare il timore, togliere il dolore, produrre la gioia e accrescere la compassione»; questo il protocollo dell’antico filosofo Gorgia, consegnatoci dalla storia come sofista, nel suo Elogio di Elena, egli restaura l’immagine della donna da traditrice a umanità ferita e violentata.

Proietti, con il suo teatro e la sua arte, ad insegnarci che il teatro, ora chiuso ad oltranza, è lo stare insieme non per ridere davanti all’istrione ma per essere presi dalle parole e dal pathos.

Oggi, contro e sopra parole impetuose di accusa e di rivolta (purtroppo non solo parole!) giunga anche con l’ironia il sorriso della gioia possibile.

La vigilanza sulle connessioni dei piccoli e degli adolescenti è il dovere nuovo e irrinunciabile dei genitori; l’educazione al sano uso è obiettivo fondamentale dell’educazione civile a cui ogni insegnante deve tendere a prescindere da chi avrà l’onere ufficiale delle 33 ore didattiche di Educazione Civica.

Siano le loro parole a colmare i vuoti relazionali esterni di figli ed alunni; siano le loro parole a sostanziare di relazione i rapporti per la vita giovanile capace di gioia.

 

Francesco Sofia, Pedagogista, Socio onorario dell’Associazione nazionale dei pedagogisti italiani