Ciao Vittorio…

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fantascienza

Ha unito scienza, fantascienza ed ecologia

Nel panorama italiano della narrativa di fantascienza Catani occupa certamente un posto di rilievo. È uno dei pochissimi che ha pubblicato anche con la prestigiosa collana di Urania dove gli anglosassoni la fanno da padrone. Ed ha voluto onorare con la sua presenza anche «Villaggio Globale». Ma soprattutto, Vittorio, occupa un posto importante nel nostro cuore

Ambiente, scenari futuri dell’azione dell’uomo sul pianeta, fantascienza… argomenti strettamente legati il cui filo conduttore è tenue ma esiste e solo una mente sensibile e scientificamente preparata può governare. E lui, Vittorio Catani, ci riusciva perfettamente.

Con lui se ne va un pezzo importante della rivista.

Io cercavo dati, numeri, ricerche scientifiche, lui con la fantasia mi precedeva sempre. Ma non si deve credere che il suo narrare era privo di preparazione: si documentava, chiedeva, si informava sempre. Per questo eravamo molto amici, da subito mi appoggiò nel progetto della nostra rivista «Villaggio Globale» ed ha collaborato ininterrottamente fino al numero di marzo del 2014.

Quando iniziammo anche a pubblicare alcuni volumi, volle essere fra i primi ad essere presente anche in questa esperienza e pubblicammo «Storie dal villaggio globale. 21 racconti tra ecologia e fantascienza».

Con questo volumetto vinse l’edizione 2005 del Premio Italia per la Fantascienza, nella categoria «Romanzo o Volume di racconti». E nel 2005 Catani ha vinto anche il Premio Italia per la Fantascienza anche in altre due categorie: miglior racconto è stato giudicato «Il ghiaccio e il fulgore di Dio» (apparso ancora su «Villaggio Globale», n. 24); e miglior volume di saggistica è risultato «Vengo solo se parlate di Ufi» (ed. Delosbooks), una sua raccolta di saggi e articoli su temi e argomenti della fantascienza.

Nel panorama italiano della narrativa di fantascienza Catani occupa certamente un posto di rilievo. È uno dei pochissimi che ha pubblicato anche con la prestigiosa collana di Urania dove gli anglosassoni la fanno da padrone. Ed ha voluto onorare con la sua presenza anche «Villaggio Globale». Ma soprattutto, Vittorio, occupa un posto importante nel nostro cuore. Ciao.

 

I. L.