Il gabbiano corso è in Puglia e chiede aiuto

7106
Gabbiano corso 1
Tempo di lettura: 4 minuti

֎Ha scelto questa regione come piattaforma di stazionamento e riproduzione nel mare Adriatico. Studiato dal 2016 ma è il valore massimo è stato raggiunto nel 2020 a Brindisi. Servono impegni di tutela per la colonia di Gabbiano corso dell’isolotto Giorgio Treviso con l’istituzione di una Zona di Protezione Speciale per non incorrere in un’eventuale procedura di infrazione Ue֎

La Puglia è diventata, nel corso degli ultimi 30 anni, la regione eletta dal Gabbiano corso (Larus audouinii), specie particolarmente tutelata dalle norme Ue, come piattaforma di stazionamento e riproduzione nel mare Adriatico. Dal 2016 sono state condotte indagini regolari che hanno rivelato un aumento del numero di siti di riproduzione e delle dimensioni della popolazione. Il valore massimo è stato raggiunto nel 2020, quando nei pressi di Brindisi è stata scoperta una nuova colonia che rappresenta l’insediamento più importante del mare Adriatico e dell’intero bacino orientale del Mediterraneo.

Questo insediamento ospitava un massimo di 222 coppie nidificanti. Nel periodo 2020-2022 la popolazione pugliese di Gabbiano corso oscillava tra le 339 e le 617 coppie nidificanti e occupava un totale di cinque isole, con una produzione complessiva di 703 pulcini. Questi dati sono tratti da una ricerca di naturalisti ornitologi: Cristiano Liuzzi del Centro Studi de Romita di Conversano (Bari), Paola Pino d’Astore del Centro Fauna Selvatica della Provincia di Brindisi-Santa Teresa S.p.A. di Brindisi, Cosimo Gaspare Giannuzzi dell’Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione dell’Ambiente (Arpa), Direzione Scientifica Uoc Servizio Ambiente naturale centro regionale del mare di Bari, Antonio Camarda del Dipartimento di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Bari «Aldo Moro», Valenzano (Bari), Nicola Baccetti dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra), Ozzano Emilia (Bologna).

La ricerca

La ricerca, pubblicata nell’ultima decade dello scorso mese di novembre sulla «Rivista Italiana di Ornitologia» della Società italiana di scienze naturali, ha esaminato le aree conosciute di riproduzione (Isola di S. Andrea nel parco regionale di Isola di S. Andrea e litorale di Gallipoli (LE), Isola di Campo a poca distanza da quella di S. Andrea sempre a Gallipoli, Isola dell’Eremita nel parco regionale di Costa Ripagnola (Polignano, BA), isolotto Giorgio Treviso nell’arcipelago della Pedagne davanti al porto di Brindisi, isola Testa a Porto Cesareo a Lecce). Sono poi stati osservati altri 16 isolotti pugliesi in almeno una delle stagioni riproduttive (dal 2020 al 2022) e che non ospitano coppie nidificanti di Gabbiano corso.

Il caso delle isole Pedagne a Brindisi

A livello regionale, la Puglia ha raggiunto il massimo della consistenza demografica nel 2020 quando erano presenti 617 coppie, con un sostanziale contributo della nuova colonia adriatica formatasi presso l’isolotto Giorgio Treviso davanti al porto di Brindisi (37,1%). Rispetto al resto d’Italia, la Puglia nel suo complesso ha ospitato il 44,3% della popolazione nel 2020 e il 32,4% nel 2021 (fonte Ispra, con un valore mancante nel 2020 per la Sicilia). «L’insediamento di una numerosa colonia sull’isolotto Giorgio Treviso — scrivono i ricercatori — rappresenta un evento notevole non solo per essere la più grande dell’Adriatico e del Mediterraneo orientale, ma anche per gli standard del resto d’Italia. Grazie al suo successo riproduttivo relativamente elevato (fino a 0,89 nel 2021, valore più alto in tre anni per tutte e quattro le colonie pugliesi), ben 332 giovani si sono involati da quando la colonia si è insediata, nonostante un fallimento nell’ultima stagione probabilmente dovuto al disturbo umano. Non c’è dubbio che l’anno della scoperta sia stato effettivamente l’anno della prima occupazione, poiché gli individui dotati di Gps delle colonie più vicine (Lastovo in Croazia o Sant’Andrea in Puglia) non avevano mai esplorato Giorgio Treviso negli anni precedenti, mentre lo facevano regolarmente e nidificavano addirittura nella minuscola colonia dell’isola dell’Eremita, 74 km più a nord. Un forte aumento della popolazione oppure un improvviso insediamento possono essere spiegati solo da un elevato tasso di reclutamento di individui provenienti da altre colonie. L’esiguo numero di esemplari con anelli colorati (alle zampe, N.d.R.) provenienti dalla Croazia e l’età avanzata della maggior parte degli individui inanellati pugliesi (ultimo gruppo inanellato nel 2009), tuttavia, non fanno luce sulla fonte precisa. Sembra molto probabile una traslocazione di massa dalle isole Sant’Andrea e Campo che non sono state monitorate nel 2019, ma hanno detenuto più di 500 coppie nel 2017 e nel 2018».

Secondo i ricercatori, ospitare quasi la metà della popolazione nazionale in una posizione strategica ai margini del Mediterraneo orientale conferisce alle colonie pugliesi di Gabbiano corso un ruolo particolare per la conservazione. Ciò è particolarmente vero in questi anni, da quando il Gabbiano corso è stato nuovamente inserito nella lista rossa mondiale della Iucn come «vulnerabile» e si può prevedere un’ulteriore contrazione tra il 20% e il 29% della popolazione globale. La popolazione del Mediterraneo occidentale è diminuita rapidamente dal 2010 a seguito della riduzione delle attività legate alla pesca e a causa della presenza di predatori nei principali siti di riproduzione.

La mancata tutela a Brindisi

Sebbene la presenza della specie sia stata favorita in passato dalle attività di pesca, i rifiuti dispersi, comprese le lenze da pesca, rappresentano una minaccia letale, come osservato dalla grave mortalità nel 2022 nella colonia Giorgio Treviso. Tutte e quattro le colonie pugliesi, tranne quest’ultima, ricadono all’interno di Zone di Protezione Speciale (Zps) designate dalla Regione Puglia secondo le raccomandazioni del Piano d’azione nazionale per il Gabbiano corso.

Anche le isole della costa ionica sono protette dal parco regionale di Gallipoli e dall’Area Marina Protetta di Porto Cesareo. Lo scoglio dell’Eremita è stato designato Zps nel 2017, nove mesi dopo la scoperta della colonia ma, come abbiamo scritto più volte, la colpevole inazione del Comune di Polignano a Mare ha fatto sì che quella colonia non ci sia più. Inoltre, nel 2022 è stata istituita una Zps marina di 681,3 kmq, corrispondente all’area di alimentazione della colonia di Gabbiani corsi di Sant’Andrea comprendente i tre siti riproduttivi delle isole di Sant’Andrea, Campo e Testa. Per il nuovo sito riproduttivo dell’isolotto Giorgio Treviso nell’arcipelago delle Pedagne, di fronte al porto di Brindisi, non si hanno, invece, notizie di provvedimenti di tutela. Tuttavia il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha in corso la procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas) del Piano regolatore del porto di Brindisi ed è in questa procedura che l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale, guidata da Ugo Patroni Griffi, potrebbe, meglio, dovrebbe assieme al Comune di Brindisi guidato da Pino Marchionna, assumere impegni di tutela per la colonia di Gabbiano corso dell’isolotto Giorgio Treviso. Il ministero dell’Ambiente, autorità competente alla Vas, dovrebbe, da parte sua, applicare la tutela con l’istituzione di una Zona di Protezione Speciale per non incorrere in un’eventuale procedura di infrazione Ue.

 

Fabio Modesti