Kyoto – Solo cinque paesi pronti, azione legale contro Italia e Grecia

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La direttiva scatta il 1° gennaio 2005 ma entro il 31 marzo i paesi membri avrebbero dovuto inviare i piani nazionali di allocazione dei permessi di emissioni

Scatta contro Italia e Grecia un’azione legale da parte dell’Unione europea per non aver presentato i piani di attuazione del protocollo di Kyoto che prevedeva l’individuazione dei permessi di emissione.
Solo cinque Paesi della UE sono pronti per l’attuazione del Protocollo di Kyoto che costerà all’Unione europea circa 6,8 miliardi di euro, ma che con il commercio delle emissioni costerà molto meno, e cioè tra i 2,9 e i 3,7 miliardi di euro. Per attuare il commercio delle emissioni la UE ha approvato una apposita direttiva che entrerà in vigore il 1° gennaio 2005. Ma affinché possa entrare in vigore i Paesi UE avrebbero già dovuto inviare al 31 marzo scorso i loro piani nazionali di allocazione dei permessi di emissioni. Purtroppo la situazione non è affatto rosea come ha sottolineato il commissario europeo all’ambiente: la signora Margot Wallstrom.
Sui 25 Paesi UE, finora sono stati ricevuti 13 piani nazionali di allocazione dei permessi di emissione. Di questi piani, solo 5 (Danimarca, Irlanda, Olanda, Svezia e Slovenia) sono stati approvati. Per altri 3 piani (Germania, Austria, e Gran Bretagna) sono state richieste correzioni di minor conto, che devono essere apportate dai rispettivi governi nazionali nel giro di tre mesi. I rimanenti non sono stati approvati e devono essere rielaborati. Infine, contro Italia e Grecia, la UE dovrà aprire una azione legale per aver omesso di presentare i loro rispettivi piani nazionali.