L’esperienza piemontese di un indice sintetico per la Qualità dell’aria

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aria cielo la maddalena APerrini

Come avviene negli Stati uniti, in Francia ed in Gran Bretagna, anche in Piemonte si è definito un metodo per fornire alla popolazione, in modo semplice ed immediato l’informazione sulla Qualità dell’aria

A seguito di un’intensa attività di ricerca scientifica rivolta allo studio degli effetti degli agenti inquinanti, si è affermata la necessità di sviluppare azioni e politiche di riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Tali politiche, che nel corso degli ultimi anni hanno prodotto numerosi risultati positivi quali l’abbattimento delle concentrazioni di biossido di zolfo (SO2), piombo e di monossido di carbonio (CO), oggi affrontano problematiche legate ad inquinanti atmosferici quali il biossido di azoto (NO2) il PM10 e l’ozono (O3) per i quali solo recentemente si è presa coscienza dell’effettiva criticità.
Per supportare l’azione preventiva risulta necessaria l’informazione della popolazione attraverso la comunicazione del rischio cui è sottoposta.
A tal fine in diversi Paesi viene utilizzato un sistema di indicatori semplice e di comprensione immediata.
Qualsiasi sia la metodologia di calcolo utilizzata, un simile indice non descrive la misura di un inquinante rilevato dalla singola stazione di monitoraggio, ma permette di informare il cittadino in merito allo «stato» della qualità dell’aria per zone estese, in cui le concentrazioni di inquinanti e quindi i livelli di rischio per la salute sono confrontabili.

L’Air Quality Index (Aqi) è il sistema proposto originariamente dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente americana (Epa). La qualità dell’aria è misurata tramite le reti di centraline esistenti che registrano le concentrazioni degli inquinanti ogni giorno.
Il calcolo del rapporto tra la concentrazione giornaliera rilevata di ogni sostanza e il livello normativo della sostanza stessa, esplicita un valore di Aqi per ozono, particolato atmosferico, monossido di carbonio, anidride solforosa e biossido d’azoto
Il più alto dei valori di Aqi tra le diverse sostanze inquinanti si trasforma nel valore di Aqi per quel giorno. Esso sarà perciò riferito all’inquinante presente in concentrazione più elevata in quel momento e può variare da 0 a 500; più alto è valore, più elevato è il livello di inquinamento atmosferico e quindi il pericolo per la salute.

Anche in Europa molti Stati applicano un indice paragonabile a quello americano come strumento per informare l’opinione pubblica sulla qualità dell’aria.
In Francia viene applicato giornalmente un indice Atmo considerando 4 inquinanti: ozono, PM10, anidride solforosa e biossido d’azoto.
Sono stabilite 10 classi di concentrazione per ciascun inquinante che corrispondono ad un valore di Atmo, e quindi a 6 giudizi sulla qualità dell’aria. Il più alto dei valori per le diverse sostanze inquinanti si trasforma nel valore Atmo per quel giorno.

In Gran Bretagna viene utilizzato un «Air Pollution Index» calcolato giornalmente: varia da «basso inquinamento» a «inquinamento molto alto» e viene indicato attraverso quattro diversi colori. Vengono stabilite classi di concentrazione per ciascun inquinante (ozono, PM10, monossido di carbonio, anidride solforosa e biossido d’azoto), ponendo i livelli normativi delle sostanze come soglia di accettabilità; il più alto dei valori per le diverse sostanze inquinanti si trasforma nel valore dell’indice per quel giorno.

L’Indice di Qualità dell’Aria in Piemonte

L’introduzione di un Indice di Qualità dell’Aria (Iqa) in Piemonte permette di fornire indicazioni tendenziali riguardo «a quanto pulita o inquinata» possa essere l’aria che si respira. L’Iqa costituisce, infatti, uno strumento di informazione che rende facilmente accessibili le informazioni fornite dalla rete di monitoraggio della qualità dell’aria.
Il calcolo dell’Iqa prende in considerazione i principali inquinanti monitorati: monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO2), biossido di azoto (NO2), ozono (O3), polveri sottili (PM10) e benzene. Per ciascuno di questi inquinanti viene calcolato l’Indice di Qualità dell’Aria relativo a quell’inquinante (Iqai): In questo modo si ottiene per ogni inquinante un valore variabile da 0 a 100, nel caso in cui l’inquinante abbia una concentrazione inferiore ai parametri normativi, e superiore al 100, quando l’inquinante ha una concentrazione superiore ai livelli normati per legge.
Il valore numerico dell’Iqa si calcola ogni giorno al termine della validazione dei dati rilevati il giorno precedente.
L’indice complessivo di qualità dell’aria (Iqa), con il quale si fornisce un’idea d’insieme sull’inquinamento atmosferico, viene invece calcolato considerando la media dei valori relativi ai due inquinanti peggiori misurati in un giorno.
Il valore numerico ottenuto viene abbinato alla relativa classe di appartenenza e l’informazione fornita al pubblico è quella definita per ogni intervallo.

L’Iqa non è una misura ma un’analisi di tendenza e rappresenta un indice convenzionale per:
1. segnalare giornalmente la qualità dell’aria;
2. identificare i parametri ambientali peggiori;
3. calcolare la dimensione del rischio cui è sottoposta la popolazione.

Un valore numerico di Iqa uguale a 100 corrisponde mediamente ai limiti di qualità dell’aria per le sostanze inquinanti previsti dalla normativa. Così, valori di Iqa inferiori a 100 sono generalmente soddisfacenti con nessun potenziale interesse per la sanità pubblica e, quanto più i valori di Iqa sono superiori a 100, tanto più la qualità dell’aria è considerata non cautelativa, inizialmente solo per i gruppi di persone più sensibili, poi per tutti.

(Fonte Arpat)