Cosa fare e a chi telefonare

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«Con la campagna ?Se vuoi aiutarmi non toccarmi!?, lanciata nei mesi scorsi proprio per scongiurare questo pericolo – spiega Margherita Corradi, direttrice del Parco regionale Boschi di Carrega – speravamo di avere dato un messaggio chiaro. È evidente che chi raccoglie ingenuamente un cucciolo di capriolo e lo affida alle cure dei veterinari del centro è animato dalle migliori intenzioni, ma anche così si possono fare danni». «Indubbiamente è mutata la sensibilità nei confronti degli animali, guardati sempre più spesso con amore e sollecitudine – aggiunge Sergio Tralongo, direttore del Parco Fluviale dello Stirone dove si è recentemente attivato un Centro Recupero Rapaci -. Ma questo non deve fare cadere nell’eccesso opposto ?Soccorrere? un animale selvatico perché sembra in difficoltà a volte significa causargli danni gravissimi, infliggergli lo stress di una cattura, di essere rinchiuso dentro una scatola o di venire alimentato nel modo sbagliato. Ecco perché è importante educare alla conoscenza degli animali e al rispetto di quanto avviene in natura spiegando quando è il caso veramente di intervenire, come, ad esempio, in presenza di un animale ferito o che perde sangue, che si trova vicino a una strada e sembra in difficoltà, se in giro si vedono cani e gatti, se non si muove».

«Anche il recupero, poi deve avvenire in maniera oculata – sottolinea Gabriella Meo, dirigente del Parco Boschi di Carrega – cercando di interferire il meno possibile con i meccanismi della selezione naturale che all’uomo possono anche sembrare crudeli. A volte certi animali devono essere lasciati al loro destino. La strada della prevenzione e di un’educazione ambientale corretta e rispettosa delle leggi di natura appare davvero come uno degli aspetti fondamentali per cercare di tamponare una situazione che sta assumendo le dimensioni di una vera e propria emergenza».
Nascono così sulla scia di un momento problematico per gli animali, due iniziative del Centro Recupero Fauna dei Boschi di Carrega, insieme con il Parco Fluviale dello Stirone e in collaborazione con la Provincia di Parma: un numero di telefono «SOS Animali selvatici» (0521.833163 oppure 0524.581139), attivo da giugno ad agosto, che è possibile chiamare tutti i giorni dalle ore 17 alle 19 per ricevere utili informazioni su come comportarsi quando si avvista un animale apparentemente in difficoltà. E un decalogo che aiuta a conoscere meglio gli «abitanti» del bosco suggerendo quale sia il comportamento più opportuno per non causare danni, o il modo corretto di alimentare un cucciolo per non imporre cure non necessarie. Il decalogo si può ricevere inviando una e-mail a: parco.carrega@libero.it

«Il numero di SOS vuole essere un servizio fornito ai visitatori dei parchi ma anche a tutto il territorio provinciale – commenta Villiam Vernazza, assessore ai Parchi della Provincia di Parma – È una risposta che nasce grazie alla passione e amore per gli animali del personale e dei volontari che operano nei Centri Recupero dei due parchi. La Provincia ha voluto sviluppare questo impegno spontaneo e responsabile finanziando, insieme alla regione, un progetto del valore


di 67500 Euro per lo sviluppo dei due centri di recupero in coordinamento tra loro. L’obiettivo è offrire un punto di riferimento qualificato al sempre maggiore numero di cittadini che vuole aiutare animali in difficoltà. I centri forniranno inoltre utili strumenti alla popolazione per conoscere sempre meglio e amare nel modo giusto gli animali del proprio territorio».
Per informazioni: Centro Recupero Fauna, Via Capanna (Casa Rossa), Sala Baganza. Tel. 0521.833163. Sito web: www.regione.emilia-romagna.it/parchi/carrega E-mail: parco.carrega@libero.it Ufficio stampa: Ella studio di Carla Soffritti.