Dalla caverna alla casa ecologica – Storia del comfort e dell’energia

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di Federico Butera, edizione Edizioni Ambiente

Pagine: 256 | Costo ?: 19.00

È stimolante il cammino, curioso, che l’autore percorre seguendo il racconto della lunga strada verso il comfort domestico a partire dalla caverna dei nostri progenitori, passando dalla casa dell’antica Roma e dalle dimore medievali e rinascimentali fino alla vita superaccessoriata del benessere contemporaneo quotidiano (ma solo occidentale).

Un cammino scandito da invenzioni geniali e da tecnologie sempre più raffinate, dall’introduzione del vetro alle finestre e del riscaldamento fino all’arrivo dell’acqua in casa e alla svolta dell’elettricità. E da lì la rincorsa verso un modo di vivere infinitamente più confortevole, circondato da apparecchiature sempre più raffinate di cui sembra non si possa più fare a meno.
Le nostre case sono oggi macchine «energivore», sostenute da tecnologie che hanno radicalmente trasformato il comfort e la qualità della vita. Una rivoluzione basata sull’assunto che l’energia (fossile) sia a disposizione in modo illimitato e che la combustione non provochi alcun danno al clima e alla qualità dell’aria.
Il comfort, invece, ci pone di fronte al dilemma dei suoi costi economici, sociali e ambientali.
È dunque possibile considerare sostenibile questa casa in termini energetici e di progettazione? Lo stesso quesito si estende con naturalezza anche alla città e alla problematica di ripensarne l’energia che le è destinata, senza dimenticare la gran parte della popolazione mondiale a cui oggi il comfort è ancora negato.
L’ autore ripropone non solo la necessità di ripensare le scelte progettuali delle nostre case, ma anche di aprire le porte alle energie rinnovabili e intervenire sui sistemi di conversione e distribuzione dell’energia.
Fino all’ipotesi di una casa davvero «sostenibile» e disponibile per tutti in un contesto più comodo, più bello, più complesso e sofisticato dell’attuale.
Un mondo che si possa lasciare con orgoglio a chi ci seguirà non è un’utopia: le tecnologie che occorrono per cominciare ci sono già e altre sono all’orizzonte. Migliori, più efficienti e più a buon mercato.

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