Gli scenari dell’Ipcc

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Si riportano qui di seguito, in base alle ultime valutazioni relative alle maggiori vulnerabilità attese al 2100, a seconda dell’aumento della temperatura media globale per quella data.

Fino ad 1°C di aumento della temperatura media globale

– alcuni ecosistemi si spostano verso le latitudini più elevate e, per quelli, montani, verso quote più elevate;
– la produzione agricola mondiale aumenta complessivamente, ma l’aumento avviene per lo più alle alte latitudini, mentre alle basse latitudini diminuisce;
– rischio di forte erosione costiera;
– diminuzione delle risorse idriche in alcune regioni;
– aumento della intensità di alcuni eventi estremi.

Tra 1°C e 2°C di aumento di temperatura media globale

– Circa un quarto delle specie viventi potrebbe scomparire;
– la produzione agricola aumenta ulteriormente alle alte latitudini e diminuisce ulteriormente alla basse latitudini;
– rischio di inondazione per le regioni costiere più basse e di quelle soggette a fenomeni di subsidenza;
– mancanza d’acqua nelle regioni subtropicali;
– aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi estremi.

Tra 2°C e 3°C di aumento della temperatura media globale

– Gran parte della tundra e metà della foresta boreale scompare;
– un altro terzo delle specie viventi potrebbe scomparire;
– la produzione agricola arriva alle sue massime potenzialità ma rimane concentrata tutta alle alte latitudini;
– i rischi di malnutrizione aumentano se la popolazione mondiale cresce
– moderata deglaciazione della Groenlandia e della parte occidentale dell’Antartide;
– inondazione delle regioni costiere basse;
– mancanza di acqua potabile per circa 1 miliardo di persone;
– aumentano gli eventi estremi più catastrofici.

Tra 3°C e 4°C di aumento della temperatura media globale

– La produzione agricola diminuisce alle alte latitudini e diminuisce complessivamente a livello mondiale;
– l’estinzione delle specie diventa significativa;
– ulteriore inondazione delle regioni costiere;
– un terzo della popolazione mondiale ha problemi di mancanza di acqua potabile;
– forte deglaciazione della Groenlandia e della parte occidentale dell’Antartide;
– rischio di innesco di fenomeni non lineari (come la deviazione della corrente del Golfo) e di innalzamento rapido del livello del mare;
– frequenti eventi catastrofici collegati ad incendi, estese e prolungate siccità (soprattutto alle basse latitudini) e tempeste di vario tipo.

Tra 5°C e 6°C di aumento della temperatura media globale

– Forte estinzione delle specie in tutto il mondo;
– grandi migrazioni delle popolazioni dalle medie e basse latitudini verso le alte latitudini;
– alto rischio di interruzione della corrente del Golfo e di innalzamento molto marcato del livello del mare;
– solo le alte latitudini permettono di sfuggire alla forte variabilità delle condizioni meteorologiche ed alla violenza degli eventi estremi.

Da osservare che, se l’aumento di temperatura supera i 2°C al 2100, gli impatti e le conseguenze attese devono ritenersi parzialmente irreversibili, o del tutto irreversibili, se l’aumento supera i 3°C al 2100.

EUROPA

Per quanto riguarda l’Europa le maggiori vulnerabilità riguardano:

– la disponibilità d’acqua: le portate dei fiumi e dei corsi d’acqua del nord


Europa aumenterà mediamente del 50%, mentre diminuirà del 60% le portate dei fiumi e dei corsi d’acqua del sud Europa, con punte di diminuzione del 80% durante la stagione estiva;
– la diminuzione dei ghiacciai ed in particolare dei ghiacciai alpini che perderanno fino al 70% della loro massa glaciale, contribuendo a ridurre la disponibilità d’acqua anche nel nord Italia;
– la forte erosione costiera, mareggiate, inondazioni costiere, perdita di zone umide costiere, infiltrazione di acqua salata nelle falde costiere (cuneo salino) interesseranno le coste basse del mar Baltico e del mar Mediterraneo, specie se tali coste sono contemporaneamente soggette a fenomeni di subsidenza;
– il 50% degli ecosistemi terrestri europei potrebbe subire gravi danni, ed estinzioni nonostante le migrazioni verso nord, mentre gli ecosistemi marini cambieranno le loro caratteristiche;
– la produzione agricola sarà possibile alle alte latitudini ed aumenterà solo alle latitudini più settentrionali dell’Europa, gravi problemi, invece, si pongono per tutta l’area mediterranea, i Balcani e la parte meridionale della Russia;
– nel caso in cui il tasso di aumento della temperatura raggiunga i 5°C in un secolo (oppure superiore a 0,4°C per decennio), si potrebbero porre, per l’Europa, nuovi ed imprevedibili problemi collegati con il rischio di interruzione della corrente del Golfo.