Greenpeace: Fermare la deforestazione

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La scoperta di un nuovo mammifero, simile allo zibetto, in Indonesia, mette in luce secondo Greenpeace la necessità di proteggere le foreste dove vive quest’animale.

«L’Indonesia ha già perso il 60-72% delle foreste. In queste regioni taglio illegale e corruzione rimangono pratiche diffusissime nell’industria del legno. Si stima che in Indonesia quasi il 90% del legno grezzo prodotto per le segherie locali sia estratto illegalmente.
Basti pensare che pochi giorni fa le autorità indonesiane hanno denunciato un carico illegale di tronchi galleggianti di ben sei chilometri, e hanno annunciato di voler sequestrare 1.200 bulldozer illegali con una capacità distruttiva di 400 ettari di foresta ogni giorno. Numeri che rendono l’idea delle dimensioni del taglio illegale in questo paese», spiega Sergio Baffoni, responsabile foreste di Greenpeace.

Le foreste dove vive il nuovo mammifero scoperto dagli scienziati sono dominate prevalentemente da sempreverdi pluviali, tra cui mangrovie, foreste umide e costiere e foreste pluviali di pianura. Ospitano oltre 500 specie di mammiferi, 1.600 specie di uccelli oltre a circa 30.000 specie di piante superiori. Le residue foreste millenarie dell’Indonesia offrono rifugio alle ultime popolazioni di orango, uno degli animali più vicini all’uomo, e al rinoceronte di Sumatra e Giava che un tempo popolava tutto il Sud-est asiatico.

«L’Italia contribuisce alla deforestazione in Indonesia con l’industria del parquet e delle cornici. Il ramino è un legname, molto impiegato nella fabbricazione di cornici, battiscopa, coprifili, ma anche mobili, giocattoli e articoli tecnici, viene estratto illegalmente in Indonesia, perfino nei parchi nazionali che ospitano le ultime colonie di oranghi, specie che potrebbe estinguersi nel giro di pochi decenni. L’Italia è un grande importatore di ramino, consumandone tra i 25 e i 30.000 metri cubi l’anno, circa quanto l’intera produzione mondiale legale di questo legno. Questo dato lascia diversi dubbi sull’origine interamente legale del ramino consumato in Italia» spiega Baffoni.

Secondo le stesse autorità il danno apportato dal taglio illegale negli ultimi 15 anni si aggirerebbe attorno ai 2,8 miliardi di ettari di foresta.
Ma anche progetti autorizzati dal governo minacciano di essere altrettanto distruttivi.
Un recente progetto di piantagione di acacia per la fabbricazione della carta da parte dell’impresa «United Fiber System», minaccia ora altri 113.000 ettari di foresta nel Borneo. Lo stesso governo nel frattempo si prepara a destinare un altro milione di ettari di foreste tropicali nella stessa regione in cui è stato individuato il nuovo mammifero, nel Kalimantan, alla creazione della più grande piantagione di palma da olio del mondo.

(Fonte Greenpeace)