Il Progetto Biodiesel

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Il progetto consiste nella creazione di un ciclo chiuso che, a partire dalla raccolta degli oli alimentari esausti (sia dalle utenze domestiche che da quelle professionali) ed attraverso un processo di trattamento ne consenta il riutilizzo, sotto forma di biodiesel, sui mezzi della Divisione Ambiente di Asm. L’iniziativa nasce quindi come un progetto integrato di mobilità sostenibile e corretta gestione rifiuti.

Si tratta di un progetto che si propone di ottimizzare azioni già in parte attuate, come la raccolta degli oli di cucina esausti, massimizzandola per quantità e capillarità sulle utenze domestiche.

L’iniziativa si va ad aggiungere alle azioni di sviluppo di basse emissioni in corso di attuazione, come l’impiego di veicoli elettrici, di veicoli a metano, ed all’inserimento nelle motorizzazioni della flotta Asm anche di mezzi Euro 5.

Il progetto è fortemente integrato, perché riunisce una serie di operatori sul territorio, ciascuno attivo per singole fasi del ciclo, raccolta, trasporto, raffinazione, trasformazione e utilizzo.

Il Biodiesel

Il biodiesel è un carburante ottenuto generalmente da varie colture oleaginose (colza, girasole, soia) ma anche da oli vegetali esausti raffinati. Esso ha quindi caratteristiche ambientali, essendo un carburante rinnovabile, con ciclo della CO2 chiuso, senza componenti inquinanti quali zolfo o composti aromatici particolarmente nocivi in fase di combustione.

Il biodiesel può essere utilizzato nell’autotrazione, puro o in miscela con gasolio minerale. Le prestazioni motoristiche ed ambientali migliori si ottengono in miscela al 20%-30% con gasolio minerale. Già oggi in Italia il gasolio alla pompa ha il 2% di biodiesel in miscela (5,75% entro il 2010).

Sul territorio è presente una realtà di primaria importanza nella produzione del biodiesel: Alchemia nel proprio stabilimento di Cavanella Po nel 2007 ha prodotto 15.000 tonnellate di biodiesel.

Il Progetto

Il progetto mira a incrementare la raccolta dell’olio alimentare, per eliminare condizioni di inquinamento delle acque, recuperando prodotto riciclabile con condizioni di vantaggio ambientale evidente, a parità di condizioni economiche, con risultati di miglioramento dell’inquinamento atmosferico allo scarico. Si prevede di chiudere il riciclo dell’olio su Asm, cercando di raggiungere l’autosufficienza di alimentazione per i mezzi della Divisione Ambiente.

Già dal 2005 presso l’Ecocentro è disponibile un contenitore per la raccolta degli oli alimentari esausti; dal 2006 sono in distribuzione gratuita pratiche tanichette da 5 litri (la campagna è stata lanciata in occasione dell’apertura dell’ecocentro rinnovato, con un pieghevole a tutte le famiglie). Ad oggi le tanichette distribuite sono circa 1.200.

Nel 2007 la raccolta è stata circa di 15 tonnellate (erano 2 nel 2005, con un aumento quindi del 650% in due anni).

La campagna di sensibilizzazione collegata è mirata ad accrescere la consapevolezza ambientale della popolazione, sui temi dell’inquinamento delle acque, della gestione rifiuti e della mobilità sostenibile. Parallelamente si opererà la distribuzione delle tanichette in alcune occasioni particolari (stand in piazza) e presso l’Ufficio Clienti Ambiente di Asm. Si punta poi a creare altri punti di raccolta olio in città, oltre all’Ecocentro: Asm di via Dante, Multipiano, mercati ecc.,


con un possibile ampliamento futuro ai supermercati ed a sedi istituzionali diverse.

Per una città come Rovigo, tra utenze domestiche e non domestiche, la produzione di oli alimentari è stimata attorno a 200 tonnellate/anno. Si è ragionevolmente stimato che, a regime, possano essere raccolti almeno 60.000 litri/anno da utenze domestiche e 30.000 litri da utenze non domestiche. Da questi 90.000 litri è possibile ottenere 60.000 litri di biodiesel che, nella miscela ottimale al 25%, consentirebbero di soddisfare il fabbisogno di tutti i mezzi diesel della Divisione Ambiente di Asm.

(Fonte Comune di Rovigo)