Il Wwf in Toscana

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Non è esagerato affermare che la Toscana rappresenti la culla del Wwf in Italia. Non solo per i legami profondi che uniscono questa terra a personaggi come Fulco Pratesi e Arturo Osio, che sono tra i fondatori della sezione italiana del Wwf (1966). È qui che il Wwf istituisce la sua prima Oasi, nel 1967, quella del Lago di Burano, una ex tenuta di caccia. Proprio in questo periodo nascono le prime sezioni locali in Toscana: a Livorno, Firenze, Pisa e Siena. È qui che il Marchese Incisa della Rocchetta, uno dei fondatori, fece nascere la prima Oasi privata (1959) quella di Bolgheri. È qui che nasce l’altra Oasi «storica», quella di Orbetello, alla quale si affianca il Casale della Giannella, che il Wwf ricevette dall’Ente Maremma e da anni punto di riferimento delle vacanze natura e delle campagne di educazione ambientale. Oggi il Casale Giannella, primo CEA (Centro di Educazione Ambientale) creato dal Wwf, è fulcro delle principali attività didattiche e di formazione dei docenti e degli operatori scolastici.
Burano. «Una delle azioni del neonato Wwf ? scrive Fulco Pratesi – fu un atto di grande coraggio, forse di incoscienza. Con appena 800 soci, che pagavano all’epoca 1.000 lire, l’associazione prese in affitto l’Oasi del Lago di Burano, in Maremma, acquistandone i diritti di caccia. Il costo era di 4 milioni, più lo stipendio della guardia. Così, da riserva di caccia, Burano divenne la prima zona umida attrezzata per la visita al pubblico. In quell’atto c’era l’anima predominante del Wwf Italiano: fare azioni concrete?.
Orbetello. Nel 1965 Fulco Pratesi e Hardy Reichelt scoprirono che il cavaliere d’Italia era tornato a nidificare nella Laguna dopo 100 anni e lanciarono una campagna in sua difesa che porto’ nel 1971 all’istituzione dell’Oasi da parte del Ministero dell’Agricoltura e Foreste. Nel 1977 per la presenza di oltre 10.000 anatre svernanti l’area fu dichiarata d’importanza internazionale secondo la convenzione di Ramsar, e nel 1980 fu istituita la Riserva Naturale dello Stato. Quell’anno la prima operazione di raccolta fondi (Campagna coste e rive) del Wwf permise l’acquisto di importanti tratti di costa. Operazione completata poi vent’anni dopo, nel 2000: oggi l’intera sponda orientale della Laguna di ponente di Orbetello, una delle più importanti zone umide italiane, la «Camargue italiana» è protetta.
L’Oasi di Bolgheri, in provincia di Livorno è stata la prima area italiana attrezzata con capanni di osservazione e camminamenti. Per scelta del Marchese Mario Incisa della Rocchetta, tra i fondatori e primo Presidente del Wwf Italia, divenne la prima Oasi privata ad essere istituita in Italia, nel 1959. Oggi è gestita dal Wwf in collaborazione con la proprietà. Il Wwf ha in questi anni dato una spinta importante, collaborando in modo positivo con la Regione Toscana, per l’istituzione del Parco regionale della Maremma e del Parco Migliarino S. Rossore e Massaciuccoli.

Oggi in Toscana il Wwf conta, oltre alla sede regionale a Firenze, 17 sezioni locali, 14 gruppi attivi, gestisce due CRAS (Centri recupero animali selvatici, a Massa e Semproniano,


punto di riferimento anche per gli animali esotici) un nucleo importante di Guardie volontarie e, in collaborazione con la Regione e la Provincia di Grosseto, il Progetto capovaccaio, per la riproduzione in cattività e la reintroduzione di questo raro avvoltoio.
In Toscana il Wwf gestisce 16 Oasi, tra le quali quella di Bosco Rocconi, regno incontrastato dei rapaci e in particolare del rarissimo lanario, che qui vive e si riproduce. L’area fu acquistata dal Wwf nel 1995 con i fondi raccolti dalla prima Operazione Beniamino.