In difesa dei consumatori

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La prof.ssa Jacqueline McGlade, direttore esecutivo dell’Aea, ha detto: «In vista della giornata mondiale dell’ambiente, che si celebra il 5 giugno, dobbiamo tenere presente che i messaggi fondamentali dell’ultima relazione annuale sottolineano la necessità di compiere maggiori progressi nella gestione dell’impatto ambientale, dovuto soprattutto all’agricoltura, ai trasporti e all’energia, e nell’orientamento del comportamento dei consumatori».

«Per i trasporti, ad esempio, ciò può essere realizzato potenziando l’impiego di strumenti basati sul mercato per gestire la domanda e incorporare nei prezzi tutti i costi ambientali e gli altri costi “esterni”; per l’agricoltura, ricorrendo più estensivamente a sussidi mirati all’ambiente e, per le energie rinnovabili, promuovendo l’innovazione».
«Strumenti simili potrebbero essere utili anche per affrontare il problema dell’uso di risorse e quello dei rifiuti».
La prof.ssa McGlade ha aggiunto: «I benefici per l’ambiente e per la salute umana derivanti da tale azione si manifesteranno in settori diversi e interesseranno problemi quali il cambiamento climatico, l’inquinamento atmosferico, la biodiversità e la qualità delle acque».

L’ultima edizione di EEA Signals presenta un aggiornamento su determinati problemi ambientali, trattando aspetti dell’agricoltura, dell’inquinamento idrico, della protezione della natura, dei rifiuti di imballaggio, dell’energia, dei trasporti, dell’inquinamento atmosferico e del cambiamento climatico.
La relazione tratta inoltre il tema della situazione economica e sociale in Europa dal punto di vista ambientale, analizzando le tendenze in demografia e nell’uso delle risorse.
Evidenzia, ad esempio, che le aree edificate crescono molto più velocemente della popolazione e che le pressioni sociali stanno favorendo la tendenza verso un maggior numero di nuclei familiari più piccoli, che usano le risorse in modo meno efficiente dei grandi.
Sottolinea inoltre che il consumo di energia è sempre in aumento, il che è preoccupante perché produce un notevole impatto sul clima. Tra le possibili misure per ridurre la domanda figurano una maggiore efficienza energetica, un uso migliore delle energie rinnovabili e una revisione delle opzioni per i trasporti.

Il numero delle catastrofi meteorologiche e climatiche in Europa è raddoppiato negli anni ’90 rispetto al decennio precedente. Il costo medio, calcolato ottimisticamente, si aggira intorno ai 10 miliardi di euro all’anno ed è in aumento.
La prof.ssa McGlade ha detto: «Queste cifre indicano che la gestione delle risorse naturali dell’Europa è sempre più importante per assicurare la vitalità del capitale economico e sociale dell’Europa. È denaro che potrebbe invece essere speso in modo produttivo, ad esempio per promuovere la competizione e l’innovazione, che sono condizioni determinanti per realizzare una crescita economica sostenibile».

EEA Signals 2004 è stata presentata all’inaugurazione della «settimana verde» di quest’anno a Bruxelles, la principale sede annuale di dibattito internazionale sulla politica ambientale dell’Unione europea, organizzata dalla direzione generale Ambiente della Commissione europea.

La relazione si trova all’indirizzo reports.eea.eu.int/signals-2004/en