Le linee guida Oms

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L’inquinamento atmosferico, sotto forma di particolato fine o biossido di zolfo, ozono o biossido di azoto, causa gravi effetti sulla salute. Nell’Unione Europea, per esempio, il solo particolato più fine (PM2,5) causa per l’Europeo medio una perdita dell’attesa di vita di circa 8,6 mesi. In molte città, la media annuale dei livelli di PM10 supera i 70 microgrammi per metro cubo. Secondo le nuove linee guida, per prevenire malattie questi livelli dovrebbero essere al di sotto dei 20 microgrammi per metro cubo.
Nonostante il particolato fine sia considerato il principale fattore di rischio per la salute dell’inquinamento atmosferico, le nuove linee guida abbassano anche il limite giornaliero dell’ozono, ridotto da 120 a 100 microgrammi per metro cubo. Il raggiungimento di questi livelli sarà una sfida per molte città, specialmente nei paesi in via di sviluppo, e in particolare per quelle con molte giornate di sole, in cui le concentrazioni di ozono raggiungono livelli più elevati causando problemi respiratori e attacchi di asma.
Per il biossido di zolfo, il livello è stato ridotto da 125 a 20 microgrammi per metro cubo. L’esperienza ha infatti dimostrato che azioni relativamente semplici possono abbassare rapidamente i livelli di biossido di zolfo con la conseguenza di diminuire i tassi di decessi e malattie infantili.
Il livello per il biossido di azoto resta invariato; tuttavia, il rispetto di questo limite, essenziale per prevenire le conseguenze dell’esposizione come ad esempio le bronchiti, resta una grande sfida in molte aree in cui il traffico automobilistico è intenso.
Le linee guida propongono degli obiettivi temporanei e dei passi intermedi per raggiungere una migliore qualità dell’aria. Sulla base del lavoro condotto per molti anni sull’inquinamento atmosferico, l’Oms ha stabilito nuovi obiettivi a cui i paesi membri possono fare riferimento per definire le loro politiche.
I paesi possono misurare la loro distanza da questi obiettivi, valutare l’impatto sulla salute degli attuali livelli di inquinamento e beneficiare dei guadagni in salute conseguenti alla loro riduzione.

(Fonte Arpat)