Minacciato il falco grillaio

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In Puglia in effetti si sta esagerando. Fino al 2002 sono state realizzate 377 torri eoliche concentrate tutte nel Subappennino dauno, per una potenza complessiva nominale di 220 MW e poiché sono progetti presentati per gruppi, non devono essere sottoposti alla Via, né sono il risultato di pianificazioni o programmazioni.
Dal 2002 al 2004 sono stati presentati altri 37 progetti per tutto il territorio regionale per non meno di 700 torri. Di questi solo uno ha avuto la Via.
Quello che non si capisce è perché la Puglia debba pagare un costo così alto per l’energia (vedi Brindisi) dato che ne produce molto di più rispetto al proprio fabbisogno (dal 50 al 100% ogni anno) mentre altrove si fa la scelta del solare.
Poi quando si parla di danni all’ambiente da parte dell’eolico spesso sembra di parlare un’altra lingua. Il concetto di paesaggio non è percepito come un bene, i danni alla fauna sono sottovalutati.
Allora è bene sapere che la Puglia è una regione di passaggio fondamentale per i migratori e vi sono aree ancora ricche di rapaci. Sulla base delle documentazioni provenienti dalle zone dove le torri sono già installate si sa che: ad Altamont Pass in California, su 100 aquile trovate morte ben 42 lo erano per collisione con le torri; un rapporto spagnolo del 2001 su un monitoraggio effettuato per un anno in cinque impianti, si è constatato che sono rimasti uccisi 7.250 uccelli anche di specie rarissime.
In Puglia un rischio altissimo lo corre il grillaio, uno dei rapaci più minacciati e che nel territorio di Minervino Murge è presente con una delle colonie più numerose al mondo. È proprio qui che il Comune intende realizzare l’impianto più grande previsto in Italia: 252 torri da 2 MW, alte 110-122 m, 50-60 km lineari di strade su un’area di 2.500 ha. Saranno movimentati circa 640mila metri3 di terra e roccia, edificati 15mila metri3 di fabbricati di servizio e utilizzati oltre 300mila metri3 di acciaio e cemento. Tutto questo per buona parte si trova in un’area di alto valore naturalistico, in un habitat di prioritario interesse comunitario, l’area è interna al Sic?Zps «MurgiaAlta» area d’interesse comunitario inclusa nella Rete Natura 2000 ed è all’interno del parco nazionale dell’Alta Murgia ed è stata individuata come Iba (Important bird area) «Murge».