Perché studiare i cambiamenti climatici nelle aree montane?

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Dalla conferenza Unced (United Nations Environment and Development Conference) di Rio de Janeiro del giugno 1992 le aree di montagna sono state incluse fra i sistemi ambientali più sensibili ai cambiamenti climatici ed anche il Capitolo 13 dell’Agenda 21 ne sottolinea l’importanza a livello ambientale globale.
Le variazioni termiche sulle Alpi sono molto più marcate sia a scala globale che regionale. L’incremento termico verificatosi sulle Alpi sin dall’inizio degli anni 80 del XX secolo, pur essendo sincrono con il riscaldamento globale, è di tre volte amplificato rispetto al segnale climatico globale (Diaz & Bradley, 1997).

Come rilevare i cambiamenti climatici in atto sulle Alpi?

Oltre al monitoraggio delle masse glaciali, che rappresentano senza dubbio i più attendibili indicatori dei cambiamenti climatici in atto, è necessario acquisire dati meteorologici in siti rappresentativi dell’alta montagna alpina per periodi lunghi attraverso un’adeguata strumentazione scientifica. Solo l’analisi di dati raccolti in alta quota, infatti, può permettere di rilevare e quantificare le evidenze delle variazioni climatiche che qui si manifestano.
Gli stessi dati, inoltre, qualora rilevati in aree non solo di elevata altitudine ma anche glacializzati, risultano di estremo interesse per lo studio e la comprensione delle variazioni dei ghiacciai.