Quale sviluppo dopo l’11 settembre? Per andare oltre la globalizzazione

130

di P. Neggli, edizione Sonda

Pagine: 128 | Costo ?: 11.00

La globalizzazione ci riguarda tutti, è il mito del nuovo millennio. Sin da quando era in embrione, essa è stata osannata come la grande possibilità per il globo intero di affrancarsi dalla povertà e di sviluppare una comunità mondiale libera dall’intervento dello Stato e delle altre istituzioni territoriali, in un mondo in cui il concetto di territorialità diventava sempre più aleatorio e quello di tempo assumeva, invece, fondamentale importanza.
Come, però, risulta dalla denuncia dell’autore, Peter Niggli, giornalista indipendente svizzero e direttore, dal 1998, della Comunità di Lavoro delle sei maggiori organizzazioni svizzere di cooperazione internazionale, la globalizzazione ha contraddetto il concetto di globalismo, ossia di mutua assistenza internazionale, limitandosi a giochi economici che non hanno prodotto altro che l’ acuirsi delle disuguaglianze fra i paesi più ricchi e quelli più poveri e smascherando l’inadeguatezza delle attuali istituzioni democratiche a inserirsi in un vero contesto globale, nonostante il proposito delle diverse organizzazioni governative internazionali sia formalmente questo.
Tutte queste componenti hanno reso l’attuale scenario internazionale politicamente insostenibile e eticamente inaccettabile, causa lo squilibrio tra economia, società e politica. Alla dimensione globale dell’economia, infatti, non se ne riscontra una tale delle istituzioni sociali e politiche.
Per ottenere una radicale innovazione, il dibattito sulla democrazia e sulla giustizia sociale deve quindi coinvolgere la società civile di ogni paese.
Come afferma Niggli, più che la globalizzazione in sé, è stata dannosa la sua gestione; pertanto l’autore si auspica un processo di deglobalizzazione che permetta un «cambiamento di rotta» e che modifichi radicalmente la vecchia architettura delle istituzioni internazionali creando un nuovo compromesso di «Bretton Woods», più adatto a dare un nuovo volto alla futura globalizzazione, che si basi innanzitutto sulla diffusione del principio di autodeterminazione democratica.
L’autore, cioè, si oppone all’imperialismo liberale nel cui nome la globalizzazione è stato lo strumento utilizzato per giustificare tutte le scelte politiche ed economiche internazionali, fino all’intervento armato, per la difesa degli interessi egemonici delle grandi potenze e chiede un nuovo regime di regolazione dell’economia mondiale, che lasci maggiori margini di manovra a ciascun paese nella definizione delle sue strategie di sviluppo.
A partire dall’analisi di Niggli, la Swisscoalition, la Comunità di Lavoro delle sei maggiori associazioni di cooperazione svizzere impegnata a favore delle popolazioni dei paesi in via di sviluppo e che cerca di orientare la politica della Svizzera verso una maggiore equità nelle relazioni Nord-Sud del mondo, ha elaborato e pubblicato in questo libro delle linee guida per obiettivi politici come: ridiscussione della politica economica internazionale, concepimento di un governo globale e delineazione di strategie di sviluppo e cooperazione, raccogliendo un insieme di alternative concrete e realistiche alle scelte politiche dominanti e rappresentando una guida utile per chi continua a credere e a battersi per un mondo che sia più giusto di questo.

Claudio Mundo

(17 marzo 2005)