Quasi fosgene. Appunti in versi

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di Michele Boato, edizione Ecoistituto del Veneto Alex Langer

Pagine: 48 | Costo ?: 5.00

Esce nella collana «Libri di Gaia» edita dall’Ecoistituto del Veneto Alex Langer, il volumetto «Quasi fosgene ? appunti in versi», una raccolta di poesie ecologiste scritte da Michele Boato tra il 2001 e il 2006, a commento di fatti drammatici (torri gemelle, guerre in Iraq, investimento di una ciclista, assoluzione degli inquinatori Montedison), o apparentemente minimi (taglio di un albero secolare, volo di storni, camminata in montagna), di lotte ecologiste (contro il Mose, gli inceneritori, la follia nucleare, la chimica di morte, l’elettrosmog, oppure a sostegno del solare, della bici, del riciclo) e ricordi personali (Alex Langer, l’assassinio di un pastore in Barbagia). Una invettiva «civile», spesso ironica, profondamente nonviolenta.

Il maggior numero di questi «appunti» è legato a singoli episodi, spesso da denunciare.
Due sono gli episodi di questi anni che più hanno coinvolto l’autore: l’11 settembre 2001 delle torri gemelle e il processo Montedison, conclusosi in primo grado con l’orrenda assoluzione di tutti i dirigenti il 2 novembre 2001 (sentenza in parte rovesciata col giudizio di secondo grado).
È del 12 settembre «Colonne d’Ercole», pubblicata qualche giorno dopo sul Gazzettino e poi su Gaia. Poi, in seguito a lunghe discussioni con i suoi studenti, scrive una specie di preghiera (in realtà rivolta agli studenti), «Padre nostro»: «…saprai anche,/tu che sai tutto,/che gli incendiari/omicidi e suicidi/pensavano/di farti piacere/gridando/il tuo nome/potrai perdonare/anche loro?».

Alla cultura della guerra come necessità, deterrente, male minore ecc. Michele Boato reagisce con una sfuriata, «Male minore»: «Tu, forse, un figlio non ce l’hai,/oppure, se ce l’hai, non parte soldato/tu che parli di guerra come male minore».

L’Autore

Michele Boato nasce a Venezia nel 1947, si laurea in Economia a Ca’ Foscari, con una tesi su Porto Marghera, dove lavora come operaio nel 1971-72.
Insegna economia a Brindisi e a Mestre, negli anni 80 fonda gli Amici della Bicicletta di Mestre, con cui pedonalizza Piazza Ferretto.
Primo consigliere reg. dei Verdi del Veneto nel 1985, con tre barchette blocca la nave che, ogni mattina, scarica in Adriatico 3.000 tonnellate di fanghi di Marghera, vietati poi nell’88. Deputato verde nel 1987, inventa la prima «tassa ecologica» italiana, 100 lire per ogni sacchetto di plastica, e la legge che riduce all’1% il fosforo nei detersivi, risolvendo il problema eutrofizzazione dell’Adriatico. A fine 1988 si dimette da deputato e torna insegnante.
Nel 1993-?94 fa l’Assessore reg. all’Ambiente, avvia le prime raccolte differenziate «porta a porta» nel Veneto, che oggi ricicla quasi il 50%, la migliore regione d’Europa.
Nel ’93 fa approvare la legge reg. 27 che riduce il limite di campo elettromagnetico da elettrodotti, ai famosi 0,2 microTesla, il più basso al mondo.
Si batte, con successo, contro il progetto Eni di perforare l’Adriatico per estrarre metano col probabilissimo abbassamento di Venezia e Chioggia, come già avvenuto a Ravenna.
Fonda e dirige l’Ecoistituto del Veneto, il trimestrale Gaia, il mensile Tera e Aqua e la Fondazione Icu (Istituto Consumatori Utenti).

(Info: Ecoistituto del Veneto, tel/fax 041.935666, info@ecoistituto.veneto.it).