Risultati della ricerca emersi alla Conferenza di Karlsruhe

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1. La parte atlantica dell’Africa Occidentale è ancora oggi in grave deficit idrico.
Permane oggi in Africa occidentale nell’area rivolta verso l’Oceano Atlantico (Senegal, Mauritania) una grave situazione di deficit idrico, mentre la parte Est ha visto un aumento delle precipitazioni.

2. Aerosol e alti livelli di ozono condizionano il clima e mettono a rischio la salute e le coltivazioni.
Un’ambiziosa campagna condotta con aerei attrezzati per osservazioni dell’atmosfera, palloni e misure al suolo, ha permesso di scoprire che il livello di ozono nelle regioni urbane del Sahel è superiore rispetto al previsto, con un potenziale impatto sulla salute e sulle coltivazioni. Sorprese negative sono giunte anche dalle misure di aerosol prodotti dagli incendi e dall’uso di legna da ardere. Questi aerosol possono essere trasportati anche a migliaia di chilometri dalle regioni di emissione, con un potenziale impatto climatico su tutto il continente.

3. Le nubi convettive influenzano il clima della stratosfera.
Le osservazioni, condotte con l’aereo M55 e con palloni stratosferici, mostrano che i grandi sistemi nuvolosi tropicali possono trasportare vapore d’acqua fino a 20 km di quota. Questo fenomeno, ipotizzato dagli scienziati negli anni 80, può cambiare il delicato equilibrio climatico della stratosfera (la regione atmosferica che si trova fra 15 e 50 km di quota) con un impatto difficilmente predicibile sul clima terrestre.

4. L’evoluzione del monsone africano ha una forte influenza nella formazione degli uragani
Circa l’80% degli uragani intensi nasce dalle perturbazioni che arrivano sull’oceano Atlantico dal continente Africano. Le ricerche più recenti suggeriscono che negli anni più piovosi le perturbazioni africane generano più cicloni tropicali: quindi anni siccitosi vedrebbero meno uragani mentre in anni piovosi ne avremo un incremento. L’evoluzione del monsone Africano nei prossimi 20-30 anni potrà influenzare la genesi degli uragani più che l’aumento delle temperature superficiali dell’Atlantico.

5. Miglioramento degli scenari Ipcc sull’area tropicale.
L’oceano Indiano e quello Atlantico competono nel produrre il trend delle precipitazioni in Africa. Per i prossimi anni, se si realizzeranno gli scenari più ottimistici di riduzione dei gas-serra in atmosfera, la morsa della siccità potrebbe allentarsi, altrimenti la situazione potrebbe peggiorare per la fine del secolo con conseguenze catastrofiche. Su questo punto vi sono delle incertezze sui modelli IPCC: sebbene non vi sia un accordo tra tutti i modelli, i lavori della conferenza di Karlsruhe hanno evidenziato che la rappresentazione delle temperature superficiali del mare nel Golfo di Guinea, su cui sono basate molte delle previsioni, è in molti casi errata.

6. L’andamento del monsone determina l’insorgenza e la trasmissione di malattie.
Le epidemie di meningite ricorrono ogni 5-12 anni nell’area sub-sahariana, e sono responsabili di circa 3.000-10.000 decessi l’anno. Una delle maggiori epidemie risale al 1996-97 con 200.000 casi e 20.000 morti e soprattutto nella popolazione molto giovane. Nel 2006 se ne sono registrati circa 40.000, una cifra già raggiunta nei primi 5 mesi del 2007. L’aumento di tempeste di sabbia incrementa la probabilità di trasmissione dell’infezione.
Lo sviluppo della Rift Valley


Fever, trasmessa all’uomo dal bestiame, è condizionato dal carattere della stagione delle piogge. Nella settimana della conferenza si è registrato un focolaio di infezione che ha determinato 161 decessi in Sudan. Dal 2000 il virus è passato dal continente africano a quello asiatico.

7. Cambiamenti nella struttura della vegetazione negli ultimi 20 anni.
Le analisi condotte a scala regionale, sulla base di immagini da satellite, hanno evidenziato forti cambiamenti negli ultimi 20 anni nella struttura e distribuzione della vegetazione in molte aree agricole e pastorali della regione. La relazione di tali cambiamenti con il clima è fondamentale per fornire una fotografia aggiornata sulla vulnerabilità della regione al rischio di crisi alimentari.
La campagna di analisi a scala locale ha permesso lo sviluppo di nuovi modelli di previsione dei rendimenti agricoli per le principali colture alimentari.

(Fonte Cnr)