Se il gatto ha i pidocchi

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Nel gatto, l’unica specie di interesse è rappresentata da Felicola subrostratus

Sebbene le infestazioni da pidocchi nel gatto, ma anche nel cane, siano soprattutto conseguenza della trascuratezza dei proprietari, alcune razze possono essere più facilmente aggredite da questi parassiti. Ad esempio, i gatti a pelo lungo, se non pettinati di frequente e con molta cura, possono ospitare i parassiti negli strati più profondi del mantello.

Patogenesi

Infestazioni gravi si osservano soprattutto negli animali abbandonati o denutriti, ma possono essere presenti anche su soggetti debilitati per altre malattie. In qualche caso, le infestazioni sono associate a senilità, ma la maggior parte dei casi è diagnosticata negli animali giovani.

Segni clinici

I sintomi più frequenti sono nervosismo e grattamento pressoché continuo. Nelle infestazioni più gravi poi, gli animali possono presentarsi fortemente debilitati. Inoltre, le uova sono facilmente osservabili sul mantello del gatto.

Trattamento e controllo

Le infestazioni da pidocchi sono, di norma, trattate con polveri, spray o shampoo a base di piretrine o piretroidi sintetici, organofosfati e carbamati. Anche i vecchi preparati a base di piretro e di benzil benzoato sono tuttora efficaci. Ad ogni modo, il principio attivo di questi medicinali, che hanno un’attività molto prolungata, è sempre inibitore di alcune funzioni metaboliche assai importanti per la vita dei pidocchi. Tuttavia, poiché i gatti sono più sensibili all’azione tossica dei farmaci organofosforici, si consiglia di usare sempre preparati formulati appositamente per questa specie animale e non, per esempio, analoghi prodotti per cani.
Per ciò che concerne la profilassi, invece, non potendo agire direttamente sul controllo dell’infestazione ambientale di pidocchi, notevole importanza assume il grado di igiene e pulizia dell’animale, nonché dell’ambiente in cui esso si trova a vivere.