Il sistema spiaggia

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Se di stabilità si può parlare, o equilibrio, è comunque dinamico e sono i vegetali, gli unici costruttori di questo equilibrio. Ma l’idea di farci sopra qualcosa è troppo forte, l’industria turistica ha bisogno della spiaggia. Altrove però (Sardegna occidentale) probabilmente sulla base degli errori commessi, la «naturalità» della spiaggia è un grandissimo valore che qualifica la stessa industria turistica. In Sardegna (Porto Torres, Baia Chia) le dune sono state risparmiate e il costruito è posto nell’entroterra; il bagnante per raggiungere il mare, attraversa a piedi (con percorsi obbligati) il sistema spiaggia in tutta la sua integrità: stagni retrodunali, dune embrionali, spiaggia, con la possibilità di farsi il bagno insieme ai cormorani che popolano gli stagni retrodunali. Un tuffo in un sistema ambientale tra i più spettacolari sul piano paesaggistico. Nella Palude di Sfinale (Peschici-Vieste), depressione retrodunale, vi sono ancora gli aironi: i nostri turisti lo sapranno?

Spiaggia, duna, macchie, boscaglia, stagni sono in realtà i tasselli strutturali, gli organi, in altre parole, di un organismo (o sistema) complesso e unitario e, la spiaggia, è solo un elemento, ma il più fragile. Il sistema è integro quando tutti i tasselli sono presenti. Per capire il livello d’integrità noi botanici ne studiamo la componente vegetazionale, la vera matrice del sistema, che struttura, organizza e stabilizza la sabbia, come si anticipava.

Se partiamo dal bagnasciuga, cominciamo a capire che lo stesso è continuamente rimosso dalle onde, impedendo l’ancoraggio di qualsiasi forma di vita vegetale (zona afitoica). Se arretriamo un po’, notiamo che al bagnasciuga, segue sempre una fascia di sabbia asciutta, dove il mare almeno per qualche mese l’anno (estate) non arriva. È bagnata invece in inverno, per le frequenti mareggiate che nello stesso tempo depositano notevoli quantità di materiale organico (resti di vegetali, ecc.), insieme alle nostre bottiglie di plastica, ma in questo caso facciamo finta di non vederle. Il materiale organico ovviamente si decompone arricchendo il substrato di nutrienti. C’è il sale, nemico di ogni forma di vita, ma l’abbondanza di nutrienti (nitrati), la sostanza organica, la buona aerazione, favoriscono la colonizzazione, quando la linea di riva arretra (estate), di una comunità vegetale frammentata (copertura non uniforme) e costituita da poche specie, ma le uniche capaci di vivere in questa fascia di spiaggia (specie alofile). In qualsiasi spiaggia del Mediterraneo sono sempre le stesse e sono, per indicarne qualcuna, Cakile marittima (Ruchetta di mare), Salsola kali, e si organizzano in una comunità vegetale che sul piano tassonomico è inquadrata nell’associazione (unità di vegetazione) Salsolo kali-Cachiletum maritimae.