Kyoto – Festeggiamenti e preoccupazioni

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Molti delegati hanno festeggiato nei corridoi il dodicesimo anniversario della approvazione del protocollo di Kyoto.

La maggiore attenzione di tutti i delegati si è, però, concentrata sulle due bozze di decisione (Agw-Lca e Agw-Kp) che sono state messe in circolazione già nella mattinata. I commenti sono strati per lo più positivi perché finalmente i due presidenti avevano ripreso la situazione negoziale in mano e si assumevano la responsabilità di proporre soluzioni, invece che scaricare su contact group il compito di risolvere le controversie. I commenti negativi, invece, hanno riguardato il metodo: le bozze proposte venivano calate dall’alto senza una preventiva consultazione delle parti maggiormente interessate e senza tener conto dell’effettivo andamento del negoziato in corso.

Le critiche maggiori si sono, però, concentrate sui contenuti: così come erano state formulate queste due bozze di decisione, prefigurano di fatto un pacchetto costituito da due trattati: un  trattato Awk-Lca (di cui bisognerà capire quale forma legale avrà) ed un protocollo di Kyoto emendato (che avrà indubbiamente valore di trattato legalmente vincolante). In altre parole, il tutto è stato costruito senza rispecchiare il fatto che erano emerse altre proposte (che avevano, tra l’altro, generato la sospensione delle sessioni plenarie) o altre possibilità come: un trattato unico (di tipo politicamente vincolante ma non legalmente vincolante), un protocollo unico (di tipo legalmente vincolante), o due protocolli separati (entrambi legalmente vincolanti).

Per i delegati degli stati più poveri le due bozze, a parte il fatto che appaiono fra loro incoerenti, sono state giudicate come una inaccettabile base di discussione, perché sia nella forma, che nei contenuti, rispecchiano solo i «desiderata» delle grandi potenze economiche mondiali (inclusa Cina ed India).

Altro motivo di contrarietà da parte dei delegati dei paesi più poveri riguarda la «sostanza». Al di là delle parole, e delle più o meno buone intenzioni, non ci sono finanziamenti e risorse finanziarie disponibili. L’unica promessa, peraltro assolutamente insufficiente, è venuta dalla Unione europea.

Con questa atmosfera, le discussioni nelle sessioni plenarie, a partire da oggi, si preannunciano dure e non sarà facile arrivare ad un consenso unanime.