La situazione attuale

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Il problema attuale è che siamo di fronte al rifiuto che l’interdipendenze sia un qualcosa di reale e di concreto. L’Unione europea, come tale, ha già gli strumenti giusti per poter attuare una nuova politica dell’interdipendenza ma manca il coraggio di fare determinate scelte condizionate dalla paura per il consenso politico (Vittorio Prodi, parlamentare europeo, membro della Commissione ambiente del parlamento europeo).

L’Europa è ancora la maggiore economia mondiale per dimensioni. Purtroppo è come se ci fosse un divario tra il suo potere potenziale e quello reale (tratto da «Diario Europeo I/2010, Culture, prospettive e progetti per L’Europa», pag. 3). Le potenzialità dell’Europa sono molteplici. La nascita dell’Ue ha permesso un grande mercato unico europeo per milioni di cittadini che ha permesso una crescita comunitaria pacifica comune. In seguito l’apertura agli ex paesi comunisti e infine l’euro. Oggi invece essa è in una situazione di stallo, senza obiettivi, forse per mancanza di una leadership, di personalità forti oppure si è chiuso un ciclo storico e bisogna aprirne un altro.

Quando Romano Prodi aprì ufficialmente il 16 giugno 2003 la Conferenza europea per lanciare la piattaforma sull’idrogeno e le celle a combustibile «Il vettore del futuro» disse cose strategiche importanti che si sono mostrate fondamentali per la Dichiarazione scritta del 2007 (0016/2007) relativa all’avvento della terza rivoluzione industriale in Europa (Angelo Consoli, presidente del Centro europeo per la terza rivoluzione industriale di Bruxelles).