Una mostra sulla magia e la storia dell’ambra

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mostra quadri

Per il presidente De Filippo la Basilicata non deve perdere le occasioni per riscoprire le sue origini e la sua identità

Si intitola «Una mostra sulla magia e la storia dell’ambra» il reportage pubblicato dal mensile di economia e finanza tedesco «Markt und Mittelstand» dedicato alla mostra della Soprintendenza per i Beni Archeologici della  Basilicata presso il «Römisch-Germanisches Museum» di Colonia. «Dai materiali esposti – si legge nell’articolo – si può evincere una testimonianza della fantasia e della grande abilità degli intagliatori d’ambra che presentano le radici della Basilicata, regione italiana sinora poco conosciuta».

Nell’esposizione il pubblico tedesco ha potuto ammirare quasi 200 opere d’arte in miniatura riferite ai riti di sepoltura e alle strutture sociali dell’antica Basilicata. Partendo dall’Europa settentrionale, passando per la costa adriatica, l’ambra raggiunse il Sud Italia già 2000 anni prima di Cristo. Sono state ritrovate piccole collane d’ambra in alcune tombe dell’Oinotria risalenti all’epoca tra il X e l’VIII secolo – l’antica popolazione degli Oinotri abitava all’epoca nella parte sud-occidentale dell’odierna Basilicata.

Davvero straordinarie sono le ricche tombe delle donne appartenenti all’aristocrazia locale, ricche di magnifiche collezioni di gioielli d’ambra, argento, bronzo e ferro. Grazie a scavi accurati si è potuta stabilire con precisione l’esatta posizione dei gioielli e, di conseguenza, anche l’abbigliamento delle donne dell’epoca. Per esempio, in una lussuosa tomba a Chiaramonte sono stati rinvenuti un prezioso collier e una cintura a piastrine quadrate forate, intrecciate con vari fili. In un’altra tomba dello stesso cimitero sono state rinvenute perle d’ambra di forma appiattita, che un tempo orlavano una veste. A Latronico è stata ritrovata una cintura con applicazioni d’ambra a forma di anatra, ad Alianello un diadema in avorio, vetro e perle d’ambra con pendenti a forma di scarabeo. Di particolare rilevanza sono le opere d’arte in miniatura, che hanno una foggia estremamente raffinata, per esempio un pendaglio a forma di sfinge alata proveniente da una tomba principesca a Braida di Vaglio, oppure un pendaglio che rappresenta un guerriero alato rinvenuto a Melfi.

«La Basilicata – dichiara il presidente delle Regione Vito De Filippo nella sua intervista al mensile tedesco – coglie l’opportunità di questa mostra itinerante per riscoprire che le sue origini e la sua identità hanno radici profonde nelle più antiche culture europee».

(Regione Basilicata)