La caccia in Toscana

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Cacciatori: 96.970 (dato relativo all’anno 2010). Il 2010 è stato il primo anno in cui i cacciatori toscani sono scesi sotto la soglia dei 100.000, dopo essere stati un tempo anche più di 200.000. Negli ultimi 6 anni il numero dei cacciatori è sceso ogni anno di una percentuale compresa fra l’1,6 e il 3,5 % (media 2,9 % all’anno). Non solo il numero diminuisce, ma anche la distribuzione per età dei cacciatori si sposta. Oggi in Toscana il 74 % dei cacciatori ha più di 50 anni e, andando a vedere la fascia più alta, il 24% è over-70. Forse sono segni che la cultura del rispetto della natura si diffonde sempre di più, a scapito del numero di chi la natura vuole guardarla attraverso un mirino.
Animali abbattuti: dalla lettura dei tesserini venatori risulta che vengono abbattuti ogni anno da 1,2 a 1,4 milioni di animali (lettura annate 2006-2009). Si tratta di un numero minimo, al quale vanno aggiunti gli animali abbattuti e non segnati (che sono molti, soprattutto per la migratoria che viene segnata solo a fine giornata e non dopo ogni abbattimento, eludendo quindi i controlli), le specie protette abbattute, gli interventi di controllo, ecc.. Il dato è quindi da ritenersi un indicatore in realtà da aumentare e forse moltiplicare. Si tratta quindi di milioni di animali che anno dopo anno i cacciatori uccidono sul nostro territorio con un grave impatto su quella fauna che dovrebbe essere un patrimonio di tutti, un patrimonio anche internazionale in particolar modo per le specie migratrici, che invece trovano sul nostro territorio un terribile sbarramento di fuoco.
Specie protette nel mirino: Anche quest’anno moltissimi i casi di specie rare abbattute di cui si è venuti a conoscenza e si tratta solo della «punta dell’iceberg» di ciò che succede sul campo. Solo per citare alcuni casi emblematici in Toscana quest’anno: aquila minore, falco pellegrino, albanella reale, gufo di palude, airone guardabuoi, airone cenerino.
Appostamenti fissi: oltre 12.000 appostamenti fissi sul territorio regionale, una vera e propria barriera di fuoco contro gli uccelli migratori, a cui si aggiungono poi gli appostamenti temporanei. Per gli appostamenti fissi Lucca è la Provincia con il numero maggiore (2.230), seguita da Pisa (1.853), Siena (1.633), Pistoia (1.555) e Firenze (1.216).
Richiami vivi: circa 200.000 uccelli (provenienti da cattura o da allevamento) detenuti in piccole gabbiette per tutta la vita e destinati, fra mille sofferenze, ad essere usati come richiami per i loro simili, aumentando quindi ulteriormente l’impatto della caccia da appostamento sui migratori
Legame cacciatore-territorio inesistente: da due anni un cacciatore può iscriversi a un numero illimitato di ATC (Ambiti Territoriali di Caccia) e oltre a questo può utilizzare ulteriori «pacchetti di mobilità» come quello di 20 giornate per la migratoria o il cinghiale e ulteriori 5 giornate sia per migratoria che per stanziale. In pratica ognuno va dove vuole e il tanto decantato legame cacciatore-territorio è una assoluta farsa.
Anarchia negli interventi di «controllo» e rischio «sicurezza»: Decine di migliaia sono i cacciatori abilitati ad effettuare gli interventi di controllo della fauna in situazioni di giudicato sovrannumero con conseguente possibilità di caccia tutto l’anno, di giorno e anche di notte, spesso con modalità non consentite per la normale attività venatoria, senza più rispettare l’obbligo che tali interventi, siano effettuati dalle guardie della provincia e dagli altri soggetti previsti dalla legge nazionale. In tal senso ci preme segnalare e denunciare come quotidianamente vi siano situazioni su tutto il territorio di grave rischio non solo per la fauna protetta, ma anche per l’incolumità dei cittadini. Solo in Provincia di Firenze i cacciatori abilitati sono 11.422, a Siena 11.011, a Pisa 4.102 (dato 2010).

(Fonte Wwf)