C’è un nuovo testo ma non convince

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Sabato pomeriggio è stata convocata una sessione plenaria informale per mettere al corrente i delegati che la presidenza brasiliana assieme ad un gruppo di delegati volontari aveva messo a punto un nuovo testo consolidato e semplificato nel tentativo di trovare posizioni mediate e consensuali per tutti.

Il nuovo testo di circa 50 pagine rispetto a quello discusso di quasi 90 pagine non ha trovato però entusiastiche accoglienze.
L’Unione europea ha giudicato il nuovo testo molto deficitario e privo di ambizioni. Gli Usa lo hanno ritenuto un passo indietro rispetto al processo in atto. La Cina ed il gruppo dei 77 lo hanno giudicato «allarmante» non solo per mancanza di obiettivi ambiziosi, ma anche per la mancanza di questioni fondamentali sui temi dell’acqua, dell’energia, degli oceani, della green economy, della cooperazione internazionale e privo di impegni. Anche le associazioni ambientaliste lo hanno giudicato negativamente. Pochi paesi, invece, lo hanno ritenuto sufficiente.

La presidenza brasiliana, però, non intende demordere o rischiare il fallimento della Conferenza Rio+20 e probabilmente vorrà cambiare il metodo di negoziazione e puntare decisamente su pochi argomenti qualificanti quali: gli obiettivi di sviluppo sostenibile, il quadro di riferimento istituzionale per lo sviluppo sostenibile e i mezzi di attuazione. Tra le tematiche quella prioritaria, perché meno coperta da altre convenzioni, potrebbe essere quella degli oceani. Il sistema di negoziazione attuato: «gruppi di lavoro» e «gruppi schegge» per la ricerca di consenso su tutte le numerose singole tematiche e i numerosi problemi della green economy, secondo la presidenza brasiliana non ha funzionato.

Il tempo che rimane: 2 giorni, è scarso e non gioca certo a favore del capovolgimento di una atmosfera generale che, forse anche a causa della crisi economica internazionale, appare poco favorevole ad accordi concreti. (V.F.)