Meteo e inquinamento – Nuovo osservatorio sul Gran Sasso

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Dalla collaborazione tra il Cetemps ed EvK2CNR è nata l’idea di realizzare un osservatorio per il monitoraggio continuo di parametri meteorologici e dei composti clima alteranti al Gran Sasso. Dopo circa 3 anni di misure esplorative presso il Rifugio Duca degli Abruzzi si è arrivati all’installazione di una struttura indipendente

La rete di osservatori di alta montagna Share gestita dal Comitato EvK2CNR si estende sempre più dalle Alpi agli Appennini e acquisisce un importante sito di monitoraggio sul Gran Sasso. Grazie alla collaborazione tra Cetemps (Centro di Eccellenza l’integrazione di Tecniche di Telerilevamento e Modellistica Numerica per la Previsione di Eventi Meteorologici Severi che afferisce al Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche Centro di Eccellenza dell’Università de L’Aquila) e il Comitato EvK2CNR, oggi è stato inaugurato l’Osservatorio Climatico Portella del Gran Sasso a 2.401 metri di altitudine.

Dalla collaborazione tra il Cetemps ed EvK2CNR, a partire dal 2009, è nata l’idea di realizzare un osservatorio per il monitoraggio continuo di parametri meteorologici e dei composti clima alteranti al Gran Sasso. Dopo circa 3 anni di misure esplorative presso il Rifugio Duca degli Abruzzi si è arrivati all’installazione di una struttura indipendente. La stazione Share del Gran Sasso è la più elevata tra quelle presenti nella catena appenninica e permette di realizzare il monitoraggio continuo di parametri meteorologici e atmosferici lungo la cresta del Monte Portella; insieme agli osservatori Share-Italia di Mt. Cimone e dello Stelvio, costituirà una dorsale per il monitoraggio atmosferico di notevole interesse per l’Italia e l’Europa.

«È un evento di straordinaria importanza per l’attività di ricerca aquilana e per le scienze ambientali in generale – sottolinea il prof. Guido Visconti, presidente di Cetemps -. La cresta dove sorge il Rifugio Duca Degli Abruzzi è un posto unico per poter realizzare misure di base della composizione atmosferica. Per mezzo secolo sono state effettuate analisi sulla fluorescenza indotta per la misura di precursori di inquinamento, purtroppo senza disporre di una struttura che consentisse una raccolta regolare e sistematica dei dati climatici. D’ora in avanti potremo svolgere l’attività in modo continuativo e contribuire validamente allo sviluppo del progetto Share».

Il nuovo osservatorio effettuerà le misure relative ai parametri meteorologici e quelle per l’ozono, gli ossidi di azoto, la distribuzione dimensionale degli aerosol e la loro composizione chimica; in prospettiva si pensa di integrare la rete di acquisizione dati con sistemi di misurazione anche di CO, CO2 e metano.
La stazione si avvarrà presto anche di un ponte radio per la trasmissione dei dati acquisiti in tempo reale e di una webcam.

«La collaborazione con il Comitato EvK2Cnr ha costituito un momento di svolta per le nostre prospettive di ricerca in campo meteoclimatico e ambientale in alta montagna, tanto più perché avviata all’indomani del terremoto che ha colpito L’Aquila – spiega Piero Di Carlo, ricercatore del Cetemps e responsabile dell’Osservatorio Climatico Portella del Gran Sasso -. Dopo aver partecipato, su invito del presidente Agostino Da Polenza, al meeting sul Progetto Share svoltosi a Milano nel maggio 2009, abbiamo iniziato a collaborare al GeoNetwork Share e, dopo alcuni test esplorativi presso il Rifugio Duca degli Abruzzi, lavorato alla realizzazione dell’osservatorio che siamo stati autorizzati a installare superando difficoltà logistiche e coronando lunghe aspettative».

«Ancora una volta si dimostra fondamentale la sinergia tra alpinismo e ricerca scientifica – dichiara Agostino Da Polenza, presidente del Comitato EvK2Cnr -. Siamo soddisfatti di aver contribuito a creare un sito di osservazione strategico per migliorare la conoscenza dei fattori climatici, affidato a uno dei centri all’avanguardia nel campo della meteorologia e delle scienze atmosferiche. Ciò dimostra che il progetto Share trova applicazione ovunque gli studi in alta montagna possono accrescere la conoscenza sui fenomeni che impattano sugli equilibri ambientali. Peraltro, il nuovo osservatorio sorge nelle vicinanze del ghiacciaio più a sud d’Europa, il Calderone, e ciò rappresenta un altro fattore di grande interesse scientifico».