Centrali a carbone – Stop ai crediti di CO2

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«Le centrali a carbone, non solo rappresentano un grave danno per il clima, ma minacciano la salute delle comunità locali che non da ultimo falliscono nel conseguire uno sviluppo sostenibile»

Il Comitato esecutivo del meccanismo per lo Sviluppo Pulito delle Nazioni Unite (Cdm) ha fatto un passo in avanti contro l’industria del carbone. In una riunione del Cdm Executive Board ha chiesto un nuovo giro di controllo delle regole che permettono alle centrali a carbone in India e Cina, di ricevere crediti CO2.

Questa decisione sottolinea chiaramente la natura controversa delle concessioni di crediti per il combustibile a più alto impatto di diossido di carbonio del pianeta. Il Sierra Club e Cdm sostengono fortemente la decisione del Consiglio di Amministrazione.

«Le centrali a carbone, non solo rappresentano un grave danno per il clima, ma minacciano la salute delle comunità locali che non da ultimo falliscono nel conseguire uno sviluppo sostenibile». Sono le parole di Eva Filzmoser, direttore di Watch Cdm: «Ci complimentiamo con la decisione del consiglio, che segna in sostanza la fine dei crediti di CO2 per le centrali elettriche a carbone.

Questa decisione implica che qualsiasi futura approvazione di progetti che facciano uso della metodologia a carbone, arriverà troppo tardi perché i progetti possano ottenere la registrazione entro la fine di quest’anno.

A partire dal prossimo anno i progetti potranno beneficiare solo del sistema comunitario di scambio delle quote di emissione (Eu Ets), e solo se provengono dai paesi più poveri del mondo. Questo escluderebbe di fatto i progetti per le centrali a carbone in India e in Cina.

L’anno scorso, il Cdm Executive Board ha sospeso il regolamento degli accrediti dei progetti per le centrali a carbone, che a causa della preoccupazione per l’integrità ambientale continuano ad essere sospesi. Una nuova serie di regole sarà discussa nella prossima riunione del consiglio di amministrazione, nel mese di settembre a Bangkok.