Arte e scienza, un binomio per lo sviluppo sostenibile

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Figura 1. Stampa antica dell'eruzione dell'Etna del 1669 (autore Giacinto Platania, quadro esposto presso la Cattedrale di Catania). L'intrusione si propagò per circa 16 km dall'area sommitale verso il fianco Sud del vulcano sino a quota 800 metri s.l.m. in prossimità dell'abitato di Nicolosi. Da qui, accompagnata da una forte attività esplosiva che generò i coni eruttivi denominati Monti Rossi, fuoruscì il flusso lavico che rapidamente si diresse verso il mare distruggendo totalmente numerosi villaggi e la parte occidentale della città di Catania.

Per trovare soluzioni sostenibili ai diversi problemi di sviluppo insostenibile, che sono presenti nella vita di oggi (dall’inquinamento dell’aria, ai cambiamenti climatici, alla distruzione della biodiversità), occorre utilizzare una nuovi metodi e mentalità

Come diceva Einstein, non si possono risolvere i problemi usando la stessa mentalità e gli stessi metodi che li hanno generati. Pertanto, per trovare soluzioni sostenibili ai diversi problemi di sviluppo insostenibile, che sono presenti nella vita di oggi (dall’inquinamento dell’aria, ai cambiamenti climatici, alla distruzione della biodiversità), occorre utilizzare una diversa mentalità e altri metodi. È necessario cambiare!

La proposta provocatoria di un gruppo di ricercatori francesi e canadesi, coordinati dal «Centre for Sustainable Enterprise» dell’Università Concordia di Montreal in Canada, è quella di utilizzare l’arte come il metodo più idoneo ed efficace per raggiungere lo sviluppo sostenibile.

L’arte, che suscita sensazioni, emozioni e sentimenti, è ritenuta quindi lo strumento più efficace per aumentare in noi la passione verso il pianeta che ci permette la vita. E l’arte, per queste sue caratteristiche, può essere considerata la soluzione più idonea per accendere in noi il desiderio, sia di vivere in armonia con la natura, sia di procedere con uno sviluppo che sia sostenibile per il nostro pianeta.

L’arte, in questo caso viene intesa in tutti i suoi multiformi aspetti, che vanno dalle grandi manifestazioni artistiche (dalla poesia, alla pittura, dalla musica alla danza, ecc.), al contributo individuale fino a tutti gli aspetti della vita quotidiana. La passione, che dovrebbe poi sovraintendere ogni gesto, è in grado di sollecitare in ogni essere umano tutte le sue capacità creative e di innovazione che comprendono, oltre l’ambito delle sue attività domestiche e del lavoro, i suoi rapporti sociali, le iniziative produttive e tutte le azioni di vita quotidiana. Una tale condivisione responsabile permetterebbe agli esseri umani di unire gli sforzi, ma anche di integrarsi profondamente nell’ambiente naturale del pianeta di cui sono parte essenziale.

I nostri lontani antenati, con le scarse conoscenze e le poche tecnologie disponibili in quei tempi, avevano sviluppato l’arte della sopravvivenza, quella che ha permesso loro di continuare a vivere ed evolversi fino all’uomo moderno dei nostri giorni. L’arte della sopravvivenza veniva tramandata attraverso favole, storie mitologiche, musiche e danze tribali, canti e poemi fantastici, cioè tutte manifestazioni artistiche ricche di significati, di riflessioni e di insegnamenti indiretti, utili per sviluppare istintivamente meccanismi di difesa contro gli animali feroci e i possibili predatori, contro le incognite e le insidie della vita e, non ultimo, contro i rischi delle catastrofi naturali.

Analogamente, lo sviluppo sostenibile deve diventare un meccanismo istintivo di difesa dell’uomo moderno. Un meccanismo che rappresenti anche uno stimolo alle azioni più opportune da intraprendere per garantire la sopravvivenza delle future generazioni. Scienza e tecnologia, insomma, non possono essere estranee né separate dalle complesse caratteristiche della personalità umana.

La proposta di «arte dello sviluppo sostenibile», frutto della ricerca franco-canadese, sarà pubblicata sulla Rivista: International Journal of Technology Management.