Fusione fredda, arriva il confronto di tesi

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sergio focardi

Dimostrazioni e contro dimostrazioni, teorie e segnalazione di errori fanno decollare un dibattito a lungo atteso, impantanato nelle beghe accademiche anche se ancora resistono sacche di depressione scientifica

Un passo avanti e due indietro: sembra questa la chiave di lettura degli ultimi avvenimenti sul fronte della Fusione Fredda/Lenr.
Cominciamo dal passo avanti, l’importante articolo teorico di Maiani, Ruocco e coll. sulla teoria di Widom Srivastava Larsen. Finalmente si apre un grande dibattito teorico che è essenziale per avanzare sulle applicazioni industriali oramai prossime tra l’altro al mercato.

Lo speaker del Gruppo Antonello Polosa racconta a Wired.it, ripreso da Galileo e Green Style: «Gli errori che abbiamo individuato sono di vario genere – continua Polosa -. Ce ne sono alcuni abbastanza grossolani, legati alle conversioni tra unità di misura, e altri molto più sottili, relativi all’interpretazione delle forze nucleari in gioco. Ciononostante, sono convinto della buona fede degli autori: purtroppo, come capita spesso nella scienza, hanno commesso degli errori. Se i calcoli fossero stati giusti, avremmo fatto un grande passo avanti verso la fusione fredda, ma sfortunatamente non è così».

Galileo riferisce quindi che: «L’articolo contesta i risultati di alcuni lavori precedenti (li trovate qui, qui e qui), i cui autori mostravano come gli elettroni degli atomi di idrogeno intrappolati nel palladio avessero una certa probabilità di arrivare molto vicino ai protoni del nucleo e colpirli. A questo punto, i protoni si sarebbero convertiti in neutroni lenti e avrebbero innescato una reazione a catena, fondendosi con il litio 366 e rilasciando una grande quantità di energia».

Srivastava, Widom e Larsen (questi gli autori degli articoli contestati), hanno presentato il loro lavoro in parecchie conferenze internazionali, riscuotendo un discreto successo, finché non si sono imbattuti nei fisici dell’Infn, che, notando una serie di anomalie, hanno ripetuto i calcoli e smascherato gli errori.

«Quelli di Srivastava, Widom e Larsen sono una serie di argomenti che, separatamente, sono plausibili» dice ancora Polosa. Ma il problema infatti appare proprio l’insieme dei fenomeni, i cosiddetti fenomeni collettivi nucleari che avevano portato Giuliano Preparata allo sviluppo del Path Integral e all’adozione della Coherent Quantum Electrodynamics per interpretare i fenomeni coerenti nucleari (vedi Rapporto 41 dell’Enea) e anche i fenomeni collettivi nella materia vivente che manifesta livelli di ordine superiori inconcepibili con una visione esclusivamente parcellare (ne parlerò stasera alle 21,30 su richiesta della direzione in una conferenza al Karafuur Resort di Zanzibar www.karafuuhotel.com, per raccontare meglio alcuni risultati della farmacolettrodinamica nel trattamento di ustioni estese da esposizione solare, su cui Giuliano Preparata diede un contributo decisivo nella definizione e nella comprensione dei meccanismi elettroquantistici dei farmaci nella sua ultima conferenza a fine secolo scorso sul ruolo della Qed in medicina.

Appare ancora oggi questo il punto chiave nella interpretazione dei fenomeni nucleari oggetto della contesa teorica, e in questo senso la risposta di Widom, Srivastava e Larsen pubblicata anche questa su Arvix, sembra mostrare una capacità di leggere i fenomeni collettivi nucleari utile a interpretare ciò che accade nei laboratori dove, scrive Repubblica, ben 17.000 repliche sperimentali di Fusione Fredda sono riuscite negli ultimi ventanni.

Del passo avanti sulla teoria abbiamo detto sopra, dei due passi indietro segnaliamo come scrive Green Style, «e se questo riguarda il lavoro di Srivastava, Widom e Larsen, su quello di Rossi e Focardi (nella foto, N.d.R.) i fisici hanno poco da dire. Lo stesso Polosa infatti nota la differenza di approccio fra i tre studi presi in esame e quelli che starebbero dietro l’E-Cat: Pons, Fleischmann, Rossi e Focardi avevano ben poco di scientifico, o quantomeno non
hanno saputo dimostrare alla comunità la reale efficacia delle loro scoperte. In questo caso, siamo davanti a un lavoro molto più dignitoso dal punto di vista della fisica».

Così dopo la sottolineatura degli errori teorici con la matita rossa, arriva la matita blu per sottolineare che
«Pons, Fleischmann, Rossi e Focardi avevano ben poco di scientifico».
Sulla base di quali parametri Polosa e c. facciano tali dichiarazioni non è dato di sapere. Anzi qualcosa abbiamo appreso dai Mille non garibaldini che avevano scritto al ministro per combattere contro gli studi inutili.

Apprendiamo con imbarazzo che la «lotta continua», caseggiato per caseggiato e all’Inirm i ricercatori si rifiutano di lavorare con il Presidente dell’Ente prof. Alberto Carpinteri.
C’è di che andare poco fieri nel bailamme italiano. Vorrei solo comunicare che a breve Maiani Ruocco e colleghi dovrebbero avere tra le mani un articolo teorico di quelli che gradiscono che dimostrerebbe che i fenomeni piezonucleari sono plausibili in teoria e i dati sperimentali sembrano fondati e logici e forse sono un avanzamento teorico e sperimentale importante per la scienza di base e perché no applicata.

Nel frattempo godiamoci la risposta di Widom Srivastava e Larsen a Maiani Ruocco e c. che farà piacere a quanti vogliono che la scienza tra una scintilla e l’altra vada avanti per il bene dell’Umanità.

Non si tratta di «sconfessare chi li sconfessa» come chiede Green Style nelle conclusioni della sua nota ma di lavorare tutti insieme per lo sviluppo della conoscenza nei meandri nucleari della materia …anche vivente… please.