L’oasi di Torre Guaceto a rischio inquinamento

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La Regione Puglia autorizza lo scarico del depuratore nell’Area Marina Protetta e Oasi Wwf. Pronto il ricorso dell’Associazione se dovesse essere attivato il provvedimento. L’Associazione propone di usare i 3 milioni di euro assegnati dal Cipe per allungare il percorso della condotta di scarico, mai entrata in funzione, e deviarla lontano dall’Oasi

Il mare di Torre Guaceto, Area Marina Protetta e storica Oasi Wwf in Puglia, potrebbe essere compromesso dagli scarichi del depuratore di Carovigno nel vicino Canal Reale. A deciderlo la Regione Puglia che ha autorizzato l’Acquedotto Pugliese ad effettuare lo scarico (Determinazione Dirigenziale della Regione Puglia, Servizio Tutela delle Acque, n.163 del 23 novembre), dopo aver «scippato» alla Provincia di Brindisi, con una legge regionale ad hoc (L.R. 18/2012), la competenza su tale decisione su cui la Provincia non era d’accordo. Una decisione che, oltre a rovinare un ecosistema prezioso e un paesaggio paradisiaco, comprometterebbe uno dei più emblematici esempi di pesca sostenibile, in grado di coniugare il rispetto degli habitat naturali e dell’economia locale grazie al coinvolgimento dei pescatori e delle comunità locali.
Per questo il Wwf non esiterà a presentare ricorso nei confronti di questo provvedimento e a denunciare il tutto alla Procura della Repubblica per inquinamento del mare, tra l’altro all’interno di aree marine protette, nel caso dovesse partire lo scarico, la cui attivazione è prevista entro il prossimo 20 dicembre.

«La Regione Puglia, con questo atto, mostra l’incapacità di programmare gli interventi di gestione delle acque e di pianificare le opere pubbliche. La Deliberazione Cipe 60/2012 assegna 3 milioni di € di risorse per la realizzazione e la rifunzionalizzazione della condotta già presente e mai entrata in funzione. Perché non si rende più funzionale questa condotta?
Da mesi il Wwf propone di allungarne il percorso, in maniera di far sfociare al largo (fuori dall’Area Marina Protetta e dal Sic Posidonieto) le acque reflue».

«La proposta complementare è quella di evitare di “gettare” le acque dolci in mare, ma riutilizzarle in agricoltura, specie nel periodo estivo in cui i campi hanno necessità irrigua per gli ortaggi coltivati e penuria di piogge. In questo modo eviteremmo di far accumulare ulteriore liquami in Canale Reale, come già constatato dal Consorzio di Gestione di Torre Guaceto nelle scorse settimane, a seguito di lavori di miglioramento dei chiari d’acqua a scopo naturalistico».

«È bene precisare, inoltre, che la competenza del parere in questione era in capo alla Provincia di Brindisi che, grazie a disparati interventi del presidente Ferrarese, si era mostrata contraria allo scarico a Torre Guaceto. Con la legge regionale (L.R. 18/2012) la Regione si attribuisce il compito di autorizzare detti scarichi fognari».

«Il Wwf, associandosi ai pareri negativi già espressi da ministero dell’Ambiente (di concerto col Consorzio di Gestione), Provincia di Brindisi, Arpa Puglia, Capitaneria di Porto di Brindisi, annuncia che presenterà ricorso a tale decisione atto e auspica che i soggetti preposti alla tutela del territorio facciano lo stesso.
«Le affermazioni di attivazione dello scarico entro il 20 dicembre 2012 da parte dell’Assessore Amati che sbandierano un’azione meritevole a favore del territorio, per il Wwf suonano come un campanello d’allarme. Se si attiverà lo scarico, il Wwf denuncerà il tutto alla Procura della Repubblica per inquinamento del mare, tra l’altro all’interno di aree marine protette».