Come far convivere lupi e greggi

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L’iniziativa che propone misure coordinate di protezione per il lupo e soluzioni concrete per mitigare il conflitto con le attività zootecniche fa tappa sul pollino. Adottata una carta di intenti tra i parchi e le istituzioni per tutelare il lupo nell’Appennino meridionale

Il terzo meeting del Network istituzionale del progetto Life Wolfnet che si è svolto a Frascineto (CS) nel Parco nazionale del Pollino il 29 e 30 novembre 2012, ha fatto emergere come messaggio fondamentale l’importanza del confronto tra operatori economici, comunità locali, tecnici dei Parchi ed istituzioni sul tema della gestione delle forme di conflitto tra lupo e allevamento.
Va ricordato infatti che il Network Istituzionale è parte integrante del progetto promosso dal Parco Nazionale della Majella (coordinatore), il Parco Nazionale del Pollino, il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, la Provincia dell’Aquila, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lazio e Toscana e Legambiente ed al quale afferiscono, oltre alle regioni interessate dalle attività che hanno reso il loro supporto istituzionale, anche altri 8 enti pubblici, tra riserve naturali, parchi nazionali, parchi regionali e province appenniniche in qualità di cofinanziatori.

Il meeting ha approvato anche la Carta di Intenti per lo sviluppo di misure coordinate di protezione del lupo nell’Appennino meridionale che stabilisce una strategia condivisa tra le aree protette e le altre istituzioni.
Durante il meeting, che ha affrontato il tema «lupo e allevamento: le forme del conflitto e le prospettive di convivenza», le aree protette e le istituzioni partecipanti hanno sottolineato l’importanza di una strategia condivisa per migliorare nell’Appennino meridionale le conoscenze sulle abitudini ed i comportamenti della specie, partendo dai possibili danni che può arrecare al bestiame domestico e arrivando quindi a ragionare sulle misure per mitigare i conflitti con le attività antropiche.
La strategia condivisa presuppone un ruolo di primo piano delle aree protette che devono mettere in atto azioni condivise per mantenere nell’Appennino meridionale, in coesistenza con l’uomo, vitali popolazioni di lupo attenuando i conflitti tra il predatore e le attività dell’uomo, attraverso la condivisione di approcci uniformi e omogenei.
Le aree protette e le istituzioni intervenute, in coerenza con il progetto Ape (Appennino Parco d’Europa) e sulla base delle esperienze maturate dal progetto Life Wolfnet, concordano con la necessità di una strategia condivisa per la tutela del lupo nell’Appennino meridionale che contribuisca ad aumentare le conoscenze scientifiche sulla popolazione, riduca le minacce ed i fattori limitanti della specie, attenui i conflitti con le attività umane, migliori la sensibilizzazione delle comunità locali e coinvolga le istituzioni in un’azione di sistema che coinvolga le aree protette, i siti della rete Natura 2000 e le aree di connessione.