La ricerca pura e i «puri» della ricerca

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Per Carpinteri la campagna di fango resta in corso e invece di discutere sulla teoria e lavorare sugli esperimenti si preferisce il neanche tanto sottile mezzo del fango e si va giù pesante con affermazioni di principio come quelle per motivare l’Asino d’Oro che vengono riproposte senza pudore quando viviamo in uno stato pietoso di familismo che ci ha portato verso il fondo classifica come Paese e come Università

Se l’informazione tutta fosse più matura e meno dedita allo scoop costruito, ai toni alti e alla farsa, staremmo in un paese normale. E se avesse il coraggio di portare in chiaro le battaglie di retroguardia del mondo accademico, i cittadini si renderebbero conto che certe battaglie hanno poco di accademico e strizzano l’occhio al potere e al denaro peggio dei peggiori politici.
«Villaggio Globale», da sempre ha scandagliato questa realtà ed ha diffuso quella parte di ricerche che sotto un profilo scientifico erano domande e tentativi di risposte nell’immenso campo della conoscenza che non possono essere costrette in canoni prestabiliti o integralistici. Continuiamo pertanto a pubblicare interventi, come questo di Vincenzo Valenzi, convinti come siamo che solo così si può dare un contributo serio alla ricerca. A noi non interessa l’«analisi del sangue» del ricercatore ma l’analisi della sua teoria.

 

Tanto tuonò che piovve, sembra questo l’epilogo della guerra mediatica cominciata nella primavera dai Mille non garibaldini e che va finendo in questo mesto inverno tra un sotterfugio ministeriale e l’altro come a nascondere qualcosa di tristo e poco dicibile nel contesto di una pseudoguerra scientifica che dovrebbe farci riflettere sullo stato della scienza in Italia e non solo.
A dare dignità alle operazioni in corso l’intervento di Paolo Diodati oggi su «Affari Italiani» che spiega perché «indipendentemente dagli sviluppi che avrà il piezonucleare nei prossimi millenni, alcune clamorose affermazioni del prof. Alberto Carpinteri sono, e resteranno, irrimediabilmente errate. Talmente errate da essere degne di vincere l’Asino d’oro 2012».
Come stile degno di Ocasapiens e della migliore striscia.
Ma potrebbe essere utile rivalutare a chi dare la targa dell’Asino d’Oro che tenta di imitare l’Ig Nobel che altri vitelloni di scienza hanno pensato di offrire a Jacques Benveniste anche lui colpevole di aver visto cose fuori dalle «leggi» della fisica di quest’altra sponda del Tevere.
Ci sono delle analogie impressionanti tra Carpinteri e Benveniste.
Due grandi scienziati classici di successo che danno un’occhiata a fenomeni della Natura non compresi e assenti dai Trattati come si scrisse sull’editoriale di «Nature», «fuori dalle leggi della fisica».
Peccato che giusto oggi «Galileo» abbia pubblicato una nuova scoperta sulla Materia Oscura, Dark energy should teach, interrogandosi se c’è una nuova forza oscura nell’Universo.

Pare che ci sia, e tante altre cose oscure ci sono, e anche grazie a scienziati come Benveniste e Carpinteri che si procede avanti.
Per Benveniste ci sono voluti pochi anni, una ventina, per avere qualche riconoscimento dal Mondo dell’Est che gli dedica un Award in suo nome conteso dai migliori scienziati dell’Est. Per Carpinteri la campagna di fango resta in corso e invece di discutere sulla teoria e lavorare sugli esperimenti si preferisce il neanche tanto sottile mezzo del fango (ancora non giunto allo stato roccioso per poterlo meglio studiare) e si va giù pesante con affermazioni di principio come quelle per motivare l’Asino d’Oro o le amenità «trotiche» che vengono riproposte senza pudore quando viviamo in uno stato pietoso di familismo che ci ha portato verso il fondo classifica come Paese e come Università.
Ma il moralismo a ore è un classico che contraddistingue il pensiero italico e prima o poi sarebbe bene ripensarlo in quanto il troppo storpia.
Mentre sugli esperimenti di Carpinteri cresce l’interesse nella Comunità scientifica internazionale (disattenta alle lotte «trotiche» italiche), sul fronte dello sviluppo teorico degli esperimenti risegnalo e riallego un articolo apparso il 14 dicembre sul «Journal of Physics», nel mentre Manuello e Carpinteri prima e Srivastava a seguire presentavano gli sviluppi sperimentali e teorici del piezonucleare alla Casa dell’Aviatore nel meeting di Coherence
Vorrei suggerire a Diodati e ai molti dei Mille che amano la scienza più del fango e delle rocce, di dare un’occhiata a questi dati e una letta all’articolo su una rivista che non dispiacerà né offenderà leggere.
C’è molto da fare per la Scienza e voglio sperare che oltre ai legittimi interessi di Enti vari, prevalga l’amore per la conoscenza e per la mission per cui vi alzate la mattina per andare a lavorare.
Il Bel Paese si attende molto da Voi, vi onora volentieri, non deludetelo con basse logiche di potere e di bottega che se rileggete questo articolo allegato potete apprezzare che con la scienza poco o niente hanno a che spartire.